Juve Stabia, il primato di Braglia
Braglia e la Juve Stabia insieme, come prima, più di prima. Il siparietto che si è consumato nel ventre del San Nicola di Bari è stato significativo. Il presidente Franco Manniello che scherza con l’allenatore. I due si sussurrano qualcosa nell’orecchio e ridono.
“Braglia è la nostra priorità. Con lui ci incontreremo a salvezza raggiunta”, ha dichiarato il patron. “Con i presidenti non ho mai avuti dissidi, in caso contrario sarei già andato via”.Dichiarazioni secche che evidenziano il rapporto cementato tra Piero Braglia e la dirigenza della Juve Stabia.
Dipendesse da Giglio e Manniello il tecnico toscano sarebbe già confermato con tanto di firma indelebile sul contratto. Prima di sciogliere le riserve Braglia vuole mettersi in tasca la salvezza e: “tenere la Juve Stabia lontana da guai”, come ama ripetere ogni settimana. Salvezza ancora più vicina dopo l’ottimo punto portato via da Bari. Sabato, battendo il Varese, la missione potrebbe andare in porto anche se non sarà facile.
Ottanta presenze e record. Come Braglia nessuno mai. L’allenatore di Grosseto è riuscito a costruirsi uno spazio di prestigio nella storia della Juve Stabia. Negli ultimi 25 anni nessun allenatore è riuscito a restare in panchina più di due anni. Il primato spetta a Braglia, che in queste due stagioni ha creato qualcosa di impensabile. Non l’ha fatto certo con l’improvvisazione ma, bensì, con un progetto preciso e competenza, riuscendo a superare anche i momenti difficili. Del resto, chi sceglie Piero Braglia deve sapere aspettare l’allenatore. Cosa che il Taranto non ha fatto mentre la Juve Stabia ha creato una cortina di ferro intorno a lui.
Sabato, nella gara contro il Varese, l’allenatore festeggia il traguardo delle 80 panchine con la Juve Stabia. Tanta roba se si considera che a Castellammare, anche nell’epoca Fiore e delle finali per la B, il valzer di allenatori era all’ordine del giorno.
Ottanta panchine in gare ufficiali (coppa Italia compresa) e già due titoli in bacheca: il trofeo tricolore di Lega Pro e la promozione in B. Quest’ultima già basta per far entrare Piero Braglia di diritto nella ‘hall of fame’ della Juve Stabia.
Capuano e Raffaele doppiati. Prima del suo arrivo alla Juve Stabia i miti precedenti erano quelli di Pino Raffaele ed Eziolino Capuano. I due allenatori diversi per indole ma che hanno lasciato un segno. Il pugliese è stato il tecnico della Juve Stabia che conquistò il double in D (coppa Italia e promozione in C2). Un anno e mezzo sulla panchina prima del Comprensorio Stabia e poi della Juve Stabia. Lontano, però, dalle presenze di Piero Braglia. Capuano è stato il ‘gladiatore’. Il tecnico del popolo, come lui amava definirsi, che sfiorò i playoff durante la presidenza Cesarano con una squadra messa su grazie alle intuizioni di Vito Giordano senza spendere grosse cifre e friggendo il pesce con l’acqua. Altra metafora nel repertorio di Capuano.
Il Ferguson della Juve Stabia. Piero Braglia a Castellammare ha trovato il suo habitat naturale. Chi lo conosce sa anche che lui, difficilmente, resta più di un anno in una stessa società. Lui ama mettersi in gioco e la categoria conta fino ad un certo punto. Quello che si è creato tra lui e la dirigenza è un feeling speciale. Manniello e Giglio ormai si fidano ciecamente di Braglia e al tecnico hanno dato carta bianca su tutto. Del resto erano anni che la Juve Stabia non aveva un allenatore che curasse tutto nei minimi particolari e non solo l’aspetto tecnico. Quindi, qualora Piero Braglia dovesse restare alla Juve Stabia anche l’anno prossimo, potrebbe sul serio diventare il Ferguson di Castellammare.


