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Juve Stabia, "I miei figli possono camminare a testa alta"

Juve Stabia, "I miei figli possono camminare a testa alta" TuttoB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
autore
Federico Errante
giovedì 13 ottobre 2011, 15:03Juve Stabia

Non ho mai truccato una partita e se mi sono dimesso da amministratore della Juve Stabia è perché voglio avere la possibilità di difendermi. Non volevo parlare, ma sono costretto a rilasciare delle dichiarazioni per rispetto della mia famiglia e dei miei figli, ai quali dico che possono camminare a testa alta perché sono innocente. Non ho mai scommesso, né fatto combine". Roberto Amodio il giorno dopo la squalifica di 3 anni, inflittagli dalla Commissione Disciplinare, è un uomo distrutto. Da dirigente, alla vigilia della sentenza, aveva deciso di rimettere il mandato di amministratore nelle mani della Juve Stabia, ma all'indomani de verdetto di primo grado vuole che si conosca la sua versione dei fatti. Ha lasciato senza astio: "Io ringrazio Giglio e Manniello che mi hanno dato fiducia", ci tiene a precisare prima che l'argomento scivoli sulla questione scommesse e su quel Juve Stabia-Sorrento che la Disciplinare ha ritenuto truccata. Partiamo dall'inchiesta. Lei dice di voler avere la possibilità di difendersi, finora in che modo l'ha fatto? "Io mi sono dimesso per far sì che la Juve Stabia non sia condizionata da mie iniziative personali. Per quanto riguarda la giustizia ordinaria, ho risposto a tutto quello che mi è stato chiesto dalla Dda, anche in merito agli abbonamenti, ai pass e altro ancora. Per quanto riguarda la giustizia sportiva sono stato ascoltato da un sostituto procuratore a Roma e ho confermato ci che già avevo ribadito nell'altra sede. Ho detto la verità ad entrambi gli organi. Faccio calcio da quando ero piccolo, ho rispetto nella giustizia sportiva e nonostante tutto ho ancora fiducia. Io due settimane prima del derby avevo denunciato una presunta combine ai danni della Juve Stabia in merito alla partita contro il Potenza in trasferta, ero andato addirittura a casa di Soviero dopo che ci aveva contatto per segnalarci gli sms che aveva ricevuto. Il giorno dopo io e la società ci eravamo subito messi in contatto con la procura federale".

Secondo l'accusa era lei a dover fornire i 25mila euro per alterare il derby. "Neanche in tre anni li guadagno tutti questi soldi. Avallone e Scannapieco parlano tra di loro di questa cosa, neanche c'è un'intercettazione nella quale parlo di soldi. C'è da dire anche che Biancone ha detto che stava millantando, ma la sua dichiarazione non è stata presa in considerazione. Io fino al 2010 li ritenevo due semplici tifosi della Juve Stabia e parlavo con loro come parlo con tutti, non sapevo che attività svolgevano, cosa che ho appreso solo dopo il deferimento. Ho giocato 7 anni con le Vespe, vivo da 40 anni a Castellammare e tutti mi conoscono come ex calciatore e dirigente, è naturale che vogliano sapere da me come sta la squadra, se prendiamo nuovi calciatori, se vinciamo e tutto il resto". Perché non ha dato spiegazione sull'ambasciata, come scrive la Commissione Disciplinare? "Le ho date, eccome. L'ambasciata è il messaggio che ho portato a Franco Manniello all'aeroporto e con il quale gli dicevo che avevo avuto un incontro con i tifosi dopo una contestazione il martedì dopo la partita di Pistoia. Il clima era un pò più sereno nell'interesse della Juve Stabia e che, non avendo attaccanti, dovevamo cercare di recuperare almeno Grieco per la partita contro il Sorrento e per il finale di campionato. Il lunedì, Fedele, agente di Biancolino e Grieco, aveva comunicato al presidente Manniello che i suoi assistiti avevano paura di ritornare a Castellammare. Anche qualche tifoso, poi, si era impegnato a chiamare i due calciatori per rassicurarli che non sarebbe accaduto nulla in caso di un loro ritorno". Lei, però, avrebbe insistito per richiamare Grieco "Non c'era nessuno che poteva disputare quella gara in attacco, poiché Rastelli fece un sacrificio enorme ma proveniva da un brutto infortunio, Cristea se n'era andato la domenica sera e anche Gaeta era infortunato, così come lo stesso Biancolino che aveva una costola incrinata. Ho spiegato sia alla Dda che alla procura federale perché ho richiamato Grieco per quella partita, ho sottolineato che era mio dovere richiamare un calciatore non solo per quella partita, ma per il finale di campionato. Erano comunque dei contatti che spettavano al mio ruolo di direttore sportivo". 

Fonte Tmw/Resport