Juve Stabia, così non va. Ma niente drammi
La Juve Stabia è in difficoltà. Le prime partite del nuovo anno sono servite a capire che la squadra che ha chiuso in maniera trionfale il 2011, almeno per il momento, non c'è più. Le cause di questo periodo poco brillante sono molteplici e non si può credere che la partenza di un giocatore, seppur bravo come Cazzola, possa aver prodotto un così repentino calo nelle prestazioni della squadra. Il neo acquisto dell'Atalanta, tra l'altro, vestiva ancora la casacca della vespe nella deludente gara casalinga contro il Crotone e di certo non si può dire che la performance della compagine stabiese sia stata di molto superiore rispetto a quella sfoggiata contro il Livorno. La verità è che, per una squadra che deve salvarsi, l'assenza contemporanea di tre titolari e di un'ottima alternativa (Colombi, Scognamiglio, Zito e Mbakogu), sommata alla scarsa forma di Erpen e Sau, rappresenta un handicap eccessivo. Ecco perché l'impresa riuscita nel finale del match contro il Crotone non è stata replicata contro gli amaranto di mister Madonna, che contro le vespe ha colto il primo successo esterno della sua gestione. L'importante, ora, è non abbattersi, anche perché di motivi per vedere positivo ce ne sono eccome.
Innanzitutto, il fieno messo in cascina nel girone di andata ci permette di stare ancora abbastanza tranquilli, anche se molte delle squadre che concorrono per il nostro stesso obiettivo devono recuperare gli incontri rinviati a causa del maltempo che sta flagellando l'Italia. In secondo luogo, quando gli infortunati saranno di nuovo a disposizione, la situazione non potrà che migliorare: il ritorno di Scognamiglio e Zito, in particolare, servirà a restituire la solidità difensiva e la propulsione sugli esterni, che tanto ci stanno mancando negli ultimi tempi. Poi c'è il mercato: i vari Cappelletti, Caserta, Ceccarelli, Falcinelli e Beretta, infatti, sapranno sicuramente dare una mano nell'incandescente finale di stagione che attende le vespe. Infine, Piero Braglia. Il tecnico grossetano rappresenta una garanzia, anche e soprattutto alla luce di quanto accaduto nel girone di andata, in cui il mister, dopo una partenza stentatissima, è riuscito a dare la scossa necessaria alla squadra per risollevarsi. Certo, i risultati ottenuti fino a dicembre ci facevano sperare in un inizio di anno differente. Fasciarsi la testa prima di essersela rotta, però, sarebbe la cosa peggiore per una squadra come la nostra, il cui obiettivo dichiarato, al di là dei voli pindarici dei tifosi, è quello di rimanere ad ogni costo nella categoria conquistata con merito la scorsa stagione.


