Juve Stabia, Braglia sul Calcioscommesse: "Sarebbe assurdo pagare per errori non nostri"
Interpellato sulla vicenda del Calcioscommesse durante la conferenza stampa odierna, il mister Piero Braglia ha usato toni durissimi, esprimendo tutta la sua amarezza per le modalità con cui è stata condotta l'inchiesta che vede coinvolte anche le vespe: "Solo in Italia si istituisce un processo sportivo per un illecito avvenuto 3 anni prima e si infliggono penalità relative al campionato in corso. Noi non abbiamo alcuna colpa e, se qualcuno ha sbagliato, le colpe non devono ricadere su questo gruppo, che ha conquistato sul campo la serie B e merita di giocarsela partendo alla pari con tutte le altre squadre. Sappiamo bene che la giustizia sportiva ha il suo corso e non ha nulla a che vedere con la giustizia penale, anche se, in alcuni casi, si rasenta l'assurdo. Non mi piace nulla del clima che si sta creando intorno alla Juve Stabia in questo inizio di stagione". Il mister ha ricordato anche un episodio che lo ha visto protagonista quando era alla guida del Taranto: "Due anni fa, dopo l'esonero dal Taranto, sono rimasto fermo per quasi tutta la stagione, perchè le regole federali mi impedivano il tesseramento per un altro club. Mi dissero che avrei creato un precedente scomodo ed ho dovuto attendere un anno prima di tornare in panchina".


