Vicenza, "Ci si salva. però..."
Un film già visto troppe volte, che ormai ha stancato i tifosi biancorossi. Anche questa stagione del Vicenza sembra ormai avviata a ripercorrere il copione ricorrente dell'ultimo decennio: un campionato dopo l'altro quasi in fotocopia, vissuti tra poche luci e molte ombre, dove l'alternativa ad una tranquilla e mediocre posizione di classifica è quasi sempre l'incubo di scivolare verso i playout, e quasi mai il sogno di potersi avvicinare ai playoff. Che cosa ci si può aspettare allora da qui alla fine del campionato? Lo abbiamo chiesto ai tifosi, dando voce ad alcuni esponenti dei gruppi organizzati e a semplici sostenitori che ogni sabato, allo stadio o davanti alla televisione, soffrono nel vedere la propria squadra del cuore in difficoltà. Le tre domande rivolte ai sostenitori sono evidenziate nella tabella a lato. E di seguito pubblichiamo le risposte. Maurizio Salomoni Rigon (vicepresidente Centro di Coordinamento). 1. Cagni rimane la persona giusta: ne ha passate tante nella sua carriera, troverà anche stavolta la soluzione. Considerando la squadra che ha a disposizione, è già stato bravissimo a risollevarci da un inizio che sembrava destinato a portarci dritti alla retrocessione. 2. La rosa ha dei limiti oggettivi. La salvezza dovrebbe arrivare, ma sarà dura fino alla fine: la squadra non è serena, ha troppa paura di sbagliare… 3. Spero di sbagliarmi, ma quando una trattativa si prolunga così tanto, in genere è difficile che si concretizzi. Tutto l'ambiente ormai sente il bisogno di un cambiamento, e credo a Cassingena quando dice che lui ha tutta l'intenzione di vendere. La società non può essere regalata, ma il prezzo deve essere adeguato al valore e alle possibilità attuali del mercato; credo che i potenziali acquirenti stiano valutando se dispongono dei fondi sufficienti anche per investire nella programmazione futura. Paolo Cantele (Vigilantes). 1. Cagni è un buon allenatore, ma può incidere fino a un certo punto. Gli anni scorsi il pubblico del Menti era molto critico con Maran, eppure a Varese sta facendo benissimo… La vera differenza la fa chi va in campo, ovvero i giocatori. 2. Questo gruppo conferma i limiti già visti negli ultimi due anni: giocatori troppo discontinui nel rendimento, nella voglia, nella determinazione. Fosse per me, una volta acquisita la salvezza, farei piazza pulita o quasi, rifonderei il gruppo. 3. Cassingena vuole vendere, chi a suo tempo ha finanziato l'acquisto dagli inglesi ormai da molto ha deciso che l'avventura è chiusa. Mi auguro che i tempi si siano prolungati perché chi investe voglia fare verifiche scrupolose e poi intervenire con un progetto serio; di certo per questo servirebbero molti soldi, e ora come ora non è che ne girino molti, quindi resto un po' scettico. Mattia Tecchiato (Giovani Magnagati). 1. Ho ancora fiducia nell'esperienza e nel polso di Cagni, anche se ultimamente ha spesso sbagliato la formazione iniziale per poi cambiare a partita in corso. Però se c'è uno che può dare una raddrizzata alla squadra, è proprio lui. 2. Le qualità tecniche della rosa sono di livello adeguato per la categoria. Anzi, da questo punto di vista l'arrivo di Pinardi è sicuramente un innesto che può fare la differenza. Il problema è mentale, e non va sottovalutato. 3. Cassingena ha reso questa società invendibile: ci sono troppe cose poco chiare, a cominciare dalla questione della vera proprietà e dei vincoli legati al Centro tecnico di Isola. Qualcuno dice “per lo meno non falliamo, come Treviso, Venezia o Triestina…”. Ma perché non guardiamo anche paragoni migliori? Società come Cesena, Varese o Novara sono partite quasi dal niente e hanno programmato bene… Angelo Barbaro (Prime Uve Biancorosse). 1. Cagni deve essere il nostro riferimento.
Avrà anche i suoi difetti, ad esempio mi pare un po' permaloso se gli si muove una critica e talvolta si fissa su alcuni giocatori e ne esclude altri, ma questo vale per tutti gli allenatori. 2. I nostri giocatori hanno dimostrato di saper giocare, quando vogliono. Per questo ormai sappiamo che il problema è mentale, di personalità: non sanno reggere la pressione. La salvezza è comunque alla nostra portata. 3. Cassingena ha ricevuto il mandato per vendere dalla proprietà che rappresenta, dunque non ha interesse a mettere paletti per la cessione. Un cambiamento è necessario, bisogna ritrovare entusiasmo: certo servono tanti soldi, credo almeno 10 milioni di euro, per iniziare una gestione che non sia di sola sopravvivenza. Però non mi iscrivo al partito di chi preferirebbe un fallimento alla mancata cessione, con il falso mito “poi ripartiremo con entusiasmo”. Luca Donà (autista). 1. La scossa che ha dato Cagni dopo il disastroso avvio di Baldini è stata decisiva. È vero che in questa fase sembriamo tornati indietro, ma confido nell'esperienza del tecnico perché ci guidi ad una salvezza tranquilla. 2. La rosa mi sembra sufficente per salvarsi senza grossi patemi, ma nulla di più. 3. Sarò impopolare, ma io ricordo ancora che Cassingena, anni fa, ha salvato il Vicenza dal probabile fallimento. Riguardo ai nuovi potenziali acquirenti, l'idea che mi son fatto è la stessa che avevo su Filippi e gli altri che nel tempo si sono avvicinati: parole, parole, soltanto parole… Alessandro Rossato (commerciante). 1. Cagni nell'ultimo mese ha aggiunto confusione ad una squadra già smarrita. Riparta da un modulo certo, valorizzi Pinardi come trequartista, e le cose si possono sistemare. 2. Possiamo salvarci, ma non dobbiamo scendere in campo convinti che tanto, in un modo o nell'altro, ce la caveremo: la squadra deve ritrovare “disperazione” e fame di punti. 3. Non so bene chi c'è dietro ai nuovi acquirenti, e questo mi spaventa un po': va bene la riservatezza, ma i tifosi in questo modo non sono certo aiutati ad avere fiducia… Comunque, credo che meglio di Cassingena possa fare praticamente chiunque. Francesco Ambrosini (commercialista). 1. Ritengo Cagni l'allenatore giusto, ma penso che debba attenersi a degli schemi lineari, tipo il 4-4-2. 2. La qualità della rosa è in linea con quella di tutta la serie B, cioè piuttosto bassa. La differenza la fa l'agonismo, la voglia di vincere e la freschezza atletica, che purtroppo è mancata al Vicenza nell'ultimo mese. La salvezza non è un miraggio ma bisogna tornare a fare i tre punti in casa. 3. Non ho ben chiara la situazione e non sarei in grado di fare previsioni. Penso che Cassingena stia facendo il massimo in base alle sue disponibilità economiche. Marco Trevisan (impiegato). 1. Cagni non mi entusiasma, ma cambiare adesso sarebbe deleterio: spero che sappia rimotivare la squadra. 2. Il vero problema è che manca un leader carismatico: anche i vari Zanchi, Abbruscato, Martinelli, sono sicuramente ottime persone ma mi sembrano un po' mosci 3. Questa storia deve finire al più presto, perché ne risente non solo l'ambiente, ma anche la il tecnico e i giocatori. Tutti vorrebbero che Cassingena vendesse, lui per primo, ormai lo sanno anche i muri. Spero che stavolta sia quella buona, ma perché lo sia davvero, gli acquirenti devono uscire allo scoperto.


