Verdetto Carpi-Padova, i biancoscudati convinti che il ritardo della sentenza sia a loro vantaggio
“Questa attesa non ci indispettisce. Aspettiamo la sentenza con stato d'animo molto sereno, sappiamo che la giustizia sportiva ha molto lavoro da sbrigare in questi giorni". Questa la risposta dell'amministratore delegato del Padova Andrea Valentini in merito al verdetto su Carpi-Padova, la gara interrotta per blackout lo scorso 31 agosto. Un verdetto che tarda ad arrivare, ma che non preoccupa la dirigenza biancoscudata. Dalle indiscrezioni raccolte da Il Mattino, sembrerebbe trapelare una certa convinzione, sponda Padova, che l’estenuante ritardo (di ormai quasi tre mesi) sia giustificato da una sentenza molto complessa, che dovrebbe però smontare completamente la tesi del "sabotaggio" portata avanti sin dall’inizio dal Carpi e dare in questo modo ragione su tutta la linea al Padova stesso.
Il Mattino ha contattato, inoltre, il responsabile comunicazione della Lega di B Alberto Monguidi, il quale ha dichiarato che “la Procura Federale, a cui il giudice si è rivolto, dovrebbe aver concluso il proprio lavoro”. Parole secondo cui la colpa del ritardo non sarebbe da attribuire nè alla Lega nè al Giudice Sportivo.
Fino ad ora il Padova ha sempre richiesto i 3 punti a tavolino per responsabilità oggettiva della società ospitante. Il Carpi, dal canto suo, si è naturalmente opposto, auspicando invece che la gara venga ripresa dal momento della sospensione e finalmente portata a termine.


