Vecchi (Tritium), su di lui anche gli occhi della B
Piccoli Guardiola crescono: allenatori giovani, preparati e soprattutto vincenti. Uno dei migliori esponenti di questa nuova “corrente panchinara” è proprio a due passi da casa nostra: si tratta di Stefano Vecchi, allenatore della Tritium capolista del girone A della Seconda Divisione della Lega Pro. Classe 1971, originario di Mapello, è cresciuto nel vivaio dell’Inter prima che la sua carriera si dipanasse quasi interamente nella vecchia serie C tra Oltrepò, Spezia, Arezzo, Fiorenzuola, Brescello, Spal e Pavia prima di chiudere in serie D al Pergocrema nel 2005.
Dal campo alal panchina il passo è molto breve e nella nuova veste, solo qualche mese dopo, dimostra subito la sua stoffa prendendo le redini del Mapello: pronti, via e subito vittoria del campionato di Promozione. Arriva la serie D e alla Colognese mister Vecchi ottiene la bellezza di
un nono, un quinto e un terzo posto in tre stagioni, curriculum di tutto rispetto che lo fa entrare nelle grazie della Tritium. E il tecnico, giusto per non smentirsi, fa centro al primo colpo: lo scorso anno gli abduani dominano il campionato chiuso a 80 punti, addirittura con +25 sulla seconda Alzanocene, e volano tra i professionisti.
Il resto è storia recente: la matricola veste subito i panni della mina vagante, da rivelazione diventa seria candidata al doppio salto e ora – dall’alto dell’attuale primo posto – non vuol smettere di sognare.
“Sognare non costa nulla – dice Vecchi – e noi siamo sempre abituati a vendere cara la pelle. I risultati ci stanno dando ragione da quasi due anni dunque ci giocheremo le ultime gare e poi si vedrà. Faremo di tutto per restare davanti, mal che vada ci basteranno due vittorie per ottenere l’accesso ai play-off”
Questa squadra non ha pagato neanche lo scotto del passaggio di categoria…
Più che altro l’abbiamo assorbito al meglio poiché il salto si paga in ogni caso. Il nostro è un girone molto incerto e lo si può notare ogni domenica, le squadre sono tutte ben strutturate tanto che gli esito delle gare non sono mai scontati. Bisogna andare su tutti i campi con il classico coltello tra i denti.
“Squadra che vince non si cambia”: sembra che abbiate sposato questa filosofia..
Effettivamente sì perché ogni domenica schieriamo nella formazione iniziale 8/9 giocatori già in rosa nella passata stagione. Anche gli innesti apportati provengono tutti dalla serie D mentre gli unici tre giocatori che hanno esperienza in questa categoria o nelle superiori sono il portiere Andrea Pansera, il centrocampista Andrea Vecchio e l’attaccante Manuel Sinato.
Per la promozione sarà una lotta a tre con Pro Vercelli e Pro Patria o potrebbe esserci qualche altro inserimento?
In virtù del brande equilibrio è sufficiente che una squadra faccia il classico “filotto” e si può proporre in maniera pericolosa la vertice. Siamo in un fazzoletto di punti e noi, a differenza di quelle che adesso sono le nostre rivali dirette, non abbiamo ancora riposato. In questa fase tutte le squadre sono ancora in corsa per un obiettivo e sarà cosi ancora almeno per le prossime 2/3 gare quindi le difficoltà ci saranno per tutte e a beneficiarne sarà la bellezza del campionato
La Tritium tuttavia ha un neo: la mancanza di un pubblico numeroso..
Tra restrizioni, tessera del tifoso e altre imposizioni purtroppo allo stadio abbiamo meno gente rispetto agli anni scorsi. Ormai anche acquistare un biglietto è diventato un po’più complicato tanto che spesso noi entriamo in campo e vediamo che al’esterno dell’impianto ci sono ancora i tifosi e gli appassionati in coda al botteghino. Sarebbe dunque meglio attrezzarsi per tempo anche perché, almeno ultimamente, ci si diverte a d assistere alle nostre partite, perciò basterebbe un pizzico di organizzazione in più. Tuttavia , se devo guardare anche alle nostre avversarie, il panorama è più o meno simile eccezion fatta per realtà come Lecco, Savona, Pro Patria e Pro Vercelli che però va sottolineato che sono delle città e con una tradizione che fonda le proprie radici nel passato.
La mancanza di pubblico, trait d’union con l’AlbinoLeffe (ma si parla anche di Verona e Spal ndr), squadra alla quale lei è stato accostato per la prossima annata…
Non ho mai fatto mistero di essere ambizioso, fa piacere, ma sono solamente delle voci e nulla più poiché tra il sottoscritto e la dirigenza seriana non c’è mai stato nessun contatto. Mi piace molto misurarmi con difficoltà sempre maggiori, ma il mio sogno adesso quello di portare il più in alto possibile la Tritium.
Il presidente dell’Atalanta Antonio Percassi si è soffermato sulla collaborazione con la Tritium..
I rapporti tra Percassi e i miei dirigenti sono ottimi da diverso tempo ed è molto importante aver scelto d’intraprendere insieme questa strada che si fonda in primis sulla valorizzazione dei giocatori con i nerazzurri che mandano da noi i giovani più interessanti per far maturare loro la necessaria esperienza e noi che dovremo essere abili ad andare sempre a caccia del risultato. E’una’ottima soluzione per entrambe le parti e per noi rappresenta un grande orgoglio oltre che enorme prestigio specie perché l’Atalanta sta tornando a puntare su quella risorsa incredibile che è il vivaio.


