Torino, Antenucci: «In A con i miei gol»
Vuole il 17 sulla maglietta perché si sente più forte della scaramanzia, Mirco Antenucci, il primo nome scritto da Ventura sul taccuino dei desideri e la prima operazione portata a termine da Petrachi, che ha rinnovato la comproprietà con il Catania. Ma guai con lui a parlare di promozione.
«Non mi va perché porta male - dice - gli obiettivi li abbiamo, ma non li diciamo, e comunque sono prima a livello di squadra, poi individuale». Per Antenucci, questa deve essere la stagione della consacrazione, dopo il botto di due anni fa ad Ascoli, 24 gol in 39 presenze.
E per il Toro, dopo l’ultimo naufragio, quella del riscatto. «Esistono tutti i presupposti per fare bene - assicura l’attaccante – la società si sta muovendo molto sul mercato, ha fatto innesti importanti, con ragazzi seri. Ora il gruppo è più ricco e più completo: partire con una squadra fatta al novanta per cento aiuta molto il lavoro. E poi Ventura è una garanzia. Il suo modulo mi piace molto, permette di giocare in velocità ad uno o due tocchi. Serve una grande organizzazione, è un allenatore con grande esperienza. L’ho avuto al Pisa per quattro mesi, so come gioca, le basi della sua filosofia le conosco bene. La sua grande dote è la professionalità, ha le idee chiare, così non si va in confusione».
Antenucci sarebbe l’unico titolare certo in un attacco che vede anche la presenza di Bianchi (per ora), Sgrigna e l’ultimo arrivato, Ebagua. Ma il Torino cerca un altro colpo, che potrebbero diventare due nel caso in cui il capitano dovesse essere ceduto in tempi e brevi e non nella seconda metà d’agosto.
«Bianchi lo vedo bene, è presente, fa gruppo, per noi è importante come sempre», l’assist di Antenucci. Che inquadra il bersaglio: «Per la serie A, ci sono molte squadre attrezzate. Ma l’avversaria numero uno è la Sampdoria».


