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Sbaffo si racconta :"Il mio modello Camoranesi"

Sbaffo si racconta :"Il mio modello Camoranesi" TuttoB.com
© foto di Francesco Scopece/TuttoLegaPro.com
autore
Raffaella Bon
mercoledì 9 marzo 2011, 16:43Le nostre esclusive

Parla Alessandro Sbaffo (21), centrocampista centrale di proprietà del Chievo ma in prestito al Piacenza. In esclusiva si racconta a Tuttob.

Sabato a Trieste c’è stato il tuo rientro in campo da titolare dopo quasi due mesi (ultima gara dal 1’ minuto: Piacenza-Modena, 15 gennaio). Quali sensazioni hai avvertito, sia dal punto di vista fisico che mentale?

“Buonissime sensazioni dal punto di vista personale, inoltre abbiamo vinto e sono molto contento. Magari fisicamente, prima di scendere in campo, avevo un po’ di paura di non riuscire a tenere per tutta la partita, invece è andata bene. Sabato sono stato schierato in un ruolo non proprio mio – analizza il giovane giocatore marchigiano -, come esterno offensivo nel 4-3-3, ma comunque il mister ama provarmi un po’ dappertutto nella zona d’attacco, sia in allenamento che in partita. Mi mette un po’ dove vuole, insomma. L’importante è farsi trovare sempre pronti. La mentalità deve essere sempre la stessa, sia che si parta titolari che si entri dalla panchina a gara in corso. Naturalmente preferisco partire dall’inizio e comunque così si hanno più minuti a disposizione, mentre con uno spezzone di gara devi dimostrare quanto vali in meno tempo. Ma anche subentrando dalla panchina, fondamentale è avere il medesimo atteggiamento. Naturalmente è importante poi fare bene nel corso della settimana”.

Giorno, 28. Mese, marzo. Anno, 2010. Chievo-Parma 0-0. L’esordio in serie A di Alessandro Sbaffo.

“Emozionante. Una cosa speciale, che prima di quel momento hai visto solo in tv ed hai sempre sognato, come ogni ragazzo. Poi, però, tutto questo passa subito, prima di quanto si possa immaginare. 

 Un consiglio che vuoi dare ai più giovani.

Il consiglio riguarda le solite cose, e cioè curare l’atteggiamento e la mentalità; poi il lavoro, che alla fine paga sempre. Nel calcio italiano a vent’anni devi solo stare zitto e pedalare, fare la gavetta, poi se lavori bene sarai premiato. Occorre l’atteggiamento giusto – ripete Sbaffo -, in campo e tutti i giorni in allenamento”.

A quale giocatore importante ti ispiri?

“Non mi è mai piaciuto rispondere a domande del genere, poiché non ho avuto un modello fisso negli anni. Da tifoso juventino, posso dire che ero un grande appassionato di un campione come Mauro German Camoranesi: mi piaceva tantissimo quand’era alla Juve”.

A vent’anni hai già assaggiato il palcoscenico della massima serie, hai la possibilità di tornarci e nel frattempo giochi in serie B. Non tutti i ragazzi della tua età ci riescono, anzi, in pochissimi. Chi ti senti di ringraziare in particolare per esserti stato accanto in questi anni?

“Tantissime persone. Tutte quelle che stavano con me al Chievo, dal Presidente Campedelli al Direttore Sartori ed in particolare mister Nicolato (allenatore della Primavera) ed il responsabile del Settore Giovanile, il signor Costanzi: sono figlio loro. Inoltre il mio procuratore Silvio Pagliari, conosciuto nell’estate in cui sono andato a Verona. Dall’inizio fino ad ora tutte queste figure sono state sempre presenti nel mio cammino”.

Per finire, descriviti un po’ nella vita normale di tutti i giorni. Cosa ti piace fare, i tuoi interessi, le tue passioni…

“Sono un grande appassionato di cinema. Guardo tanti film, una marea – esclama il biondo di Portorecanati - , anche più vecchi e adoro collezionare dvd. I miei attori preferiti sono Jack Nicholson, soprattutto, e Leonardo Di Caprio. Per il resto le cose normali di un ragazzo di vent’anni”.

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