Sampdoria-Brescia, Cagni: "Chi va all'arrembaggio perde"
Un anno e quattro partite sulla panchina della Sampdoria, Un anno alla guida del Brescia Primavera dopo una carriera spesa in gran parte nella sua città e l'addio dopo una manciata di partite con la maglia dell'Ospitaletto dopo essersi reso conto che il suo tempo di calciatore era concluso.
MA GENOVA E LA LIGURIA sono rimaste nel cuore di Gigi Cagni, che ha messo su casa in Riviera anche se non ha dimenticato l'esonero dopo quattro giornate: «Ma soprattutto - precisa il Gigi di San Faustino - non ho dimenticato il primo campionato sulla panchina della Samp. Una squadra con mille problemi che un po' alla volta riuscimmo a risolvere chiudendo quinti: viste le premesse non fu affatto male». Sembrava l'inizio di un'era, invece...«Invece - racconta Cagni - dopo quattro giornate una telefonata, perchè oggi si usa licenziare gli allenatori per telefono senza incontrarli, mi annunciò che non ero più l'allenatore della Sampdoria. E dire che mi era stato allungato di due anni il contratto e mica per quattro soldi. Un botto di quattrini che per un po' ho percepito senza fare niente, finchè sono tornato a Piacenza. Un licenziamento però per niente strano. Il calcio è pieno di presidenti che ascoltano quello che dicono i giocatori e la storia si è ripetuta a Parma, quattrini compresi».
A BRESCIA solo una toccata e fuga anche se, ogni volta che la barca imbarcava acqua, a Corioni è venuta una mezza idea di affidarsi a chi considera una virtù il buon senso. E domani, dopo avere visto il Brescia battere il Verona, sarà a Marassi: «Non so - spiega Cagni - se sarà una bella partita, sono sicuro che sarà un incontro equilibrato. In fondo Brescia e Sampdoria si assomigliano, almeno assomiglia al Brescia la Sampdoria di Iachini certamente molto più al Brescia che al Verona. La prima cosa che ha fatto Iachini è di far diventare più solida la difesa e Calori si è comportato allo stesso modo. Dico difesa - precisa Cagni -, dovrei dire fase difensiva. Un lavoro importante e i risultati si vedono. Sampdoria e Brescia, e non per caso, sono a ridosso della zona play-off». Ma le premesse erano diverse. La serie A per la Samp, la salvezza per il Brescia: «Non basta esibire una rosa di prestigio per volare in A - sostiene Cagni -. Ci sono altre cose che contano di più, soprattutto la continuità. Non è un caso che il Verona è in corsa per la promozione diretta. Mandorlini ha a disposizione, da due anni, lo stesso gruppo e queste sono cose che contano e parecchio. Il Brescia è partito per salvarsi e Corioni è stato intelligente a non sbandierare un obiettivo più ambizioso. Quando si parte con un esercito di giovani, non è possibile avere certezze. Ma ci sono giovani e giovani. Quelli del Brescia sono di primo livello e per questo non mi stupisco affatto che lotti per la promozione».
LA SAMP, oltre che un esercito di ex, può contare su giocatori da serie A : «Soprattutto dal centrocampo in su - chiarisce Cagni -. A Iachini, che non ha avuto molto tempo per studiare la situazione, va dato merito di avere dato consistenza alla difesa. Un lavoro che ha svolto con la stessa saggezza Calori. Magari ha avuto dalla sua anche un pizzico di fortuna, ma non basta essere fortunati per infilare una simile serie positiva di risultati». La gara di domani è una sorta di spareggio: «È evidente che Brescia e Sampdoria si giocano molte delle possibilità di entrare nei play-off. Proprio per questo, e per le caratteristiche delle due squadre, non mi aspetto affatto una partita a viso aperto e mi aspetto ancora meno che la Samp parta a razzo per prendere d'assalto il Brescia. Iachini sa perfettamente che sarebbe il peggiore degli errori. Dovesse buttarsi in avanti all'arrembaggio, la Samp regalerebbe al Brescia una bella carta da giocare, anzi la migliore per la squadra di Calori, micidiale quando può agire in contropiede, anche se molte delle fortune dell'attacco dipendono da El Kaddouri e Jonathas. In questo senso la Samp ha più carte da giocare per rendersi pericolosa».


