Menu Primo pianoCalciomercatoIntervisteEsclusive TBCalendari
Eventi LiveMobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie B arezzoascoliavellinobeneventocarraresecatanzarocesenacremoneseempolihellas veronajuve stabiamantovamodenapadovapalermopisasampdoriasudtirolvicenzavirtus entella
TMW Scommesse

Reggina, Gregucci: "Rispetto l'esonero, ringrazio tutti. Morosini..."

Reggina, Gregucci: "Rispetto l'esonero, ringrazio tutti. Morosini..." TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Dennis Magrì
martedì 17 aprile 2012, 15:00Le interviste

Angelo Gregucci, ex tecnico della Reggina, intervenuto ai microfoni di ‘Tribuna Amaranto’ ha parlato dell’esonero: “Non ho condiviso la scelta, ma la rispetto. Il presidente ha detto che per giustificare l'esonero basta guardare i numeri? Penso che il presidente sia intelligente, i numeri non dicono la verità - è quanto evidenziato dai colleghi di calciomercato.com –. Abbiamo fatto partite dove meritavamo di più. Nell'ultima gara abbiamo lasciato due punti alla fine. Non penso sia questo il motivo, penso piuttosto sia un riappropriarsi di una situazione diversa. Lillo Foti è un grande personaggio che ho stimato prima e continuerò a stimare, avrei voluto lavorare molto di più con lui. Penso ci sia una lettura un po' più scrupolosa da parte sua, le motivazioni non sono da campo secondo me. Mi sembra doveroso ringraziare chi ha lavorato per me in sede, dal magazziniere al massaggiatore – continua il tecnico –. Ringrazio anche i calciatori per la disponibilità e la società. Mi dispiace solo non aver continuato l'avventura, pensavo ed ero convinto di poter dare di più alla Reggina. Tifosi? Vorrei ringraziarli, ho cercato di proporre loro uno spettacolo decente, mi dispiace non aver portato più gente allo stadio. Nella gara col Brescia ho capito che c'è ancora il cuore amaranto, Reggio vuole ancora bene alla sua squadra. Personalmente vado a casa con la coscienza a posto. Non abbiamo avuto culo, una componente importante nel calcio. Chi ha onestà intellettuale valuta. Il calcio si vince anche mettendosi in undici dietro la linea della palla, ma questo non è il mio calcio. Ci si chiede perché mancano i soldi: perché il nostro calcio fa schifo, non ci vede più nessuno. Io ho cercato di proporre qualcosa. Avevo preso una squadra che da due mesi e mezzo non vinceva e qualche problema ce l'aveva. Avevo cercato di potenziare il tono agonistico della squadra, cercando di portare quello che era il mio credo da calciatore, esasperando l'aspetto agonistico. Ma forse ho caricato troppo una squadra che era piatta all'inizio, e che ultimamente è diventata un po' isterica: di questo mi assumo le responsabilità. Ma lascio la squadra senza infortunati”.

Infine, il suo pensiero rivolto a Piermario Morosini, scomparso sabato pomeriggio, con il quale ha lavorato al Vicenza dal 2007 al 2009: “Gli ultimi istanti della sua esistenza sono l'emblema della sua vita: è caduto e ha provato a rialzarsi tante volte. Da lui si può trarre un insegnamento per i giovani: dite loro che esistono persone che si vendono le partite, ma esistono anche i Mario Morosini”.

Altre notizie Le interviste