Reggina, Breda: "Con l'Hellas vincere per il passato e per il futuro"
L’attesa è quasi terminata. Domani al ‘Granillo’ arriverà il Verona, l’ultima volta furono lacrime amaranto. Roberto Breda non si divincola e ribadisce l’importanza della sfida, arricchendola anzi di significati. Battere il Verona non servirebbe solo per vendicare la coltellata di Cossato, ma anche per dare spinta alla rincorsa play-off.
UNDICI ANNI FA: “Non ho vissuto lo spareggio di dieci anni fa, anche io però ho masticato amaro con il Verona l'anno scorso. Dobbiamo distinguere le cose: giusto arricchire di stimoli la partita di domani, noi però proveremo a vincere per la classifica. Il Verona non è imbattibile, ma è una squadra tosta e organizzata. Gomez è pericoloso nel capovolgere l'azione, hanno qualità e fisico, soprattutto in mezzo al campo. E' importante vincere per il passato, il presente e il futuro”.
TUTTI OK: “Sono tutti a disposizione, Bonazzoli non è al meglio ma sarà convocato. Se l’ho visto nervoso? Sinceramente no. Spero recuperi al più presto la migliore condizione, in ogni caso il posto assicurato non posso darlo a nessuno”.
DUBBI DAVANTI: “Ragusa con l'Albinoleffe non ha giocato al meglio, ha trovato pochi spazi per attaccare. Ho piena fiducia in lui, secondo me ritroverà presto il gol. Ceravolo sempre in gol quando parte dalla panchina? Diteglielo voi perché io non ho il coraggio (ride, ndr)”.
EQUILIBRIO SULLE FASCE: “Melara e Rizzato sulle due fasce dal 1’? Devo valutare. In sincerità non credo Melara abbia i 90 minuti nelle gambe, devo decidere se puntare sulla sua esplosività dall’inizio o a partita in corso. Come caratteristiche non si sposa al meglio con Rizzato, sono due esterni che spingono e nel 3-5-2 serve equilibrio sulle fasce”.
NIENTE DI PERSONALE: “Nicolas Viola ancora fuori? Vedremo. So quanto mi può dare, conto su di lui. In questo momento le scelte tecniche lo stanno penalizzando, non è detto però che sarà sempre cosi. Valuto di partita in partita, sperando di fare il bene della squadra. Non c’è niente di personale con lui o gli altri che stanno in panchina e in tribuna, sono scelte che toccano ad ogni allenatore”.


