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Pescara, Capuano: " Vestire questa maglia è qualcosa d'indescrivibile"

Pescara, Capuano: " Vestire questa maglia è qualcosa d'indescrivibile" TuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
autore
Federico Errante
venerdì 9 marzo 2012, 17:23Le interviste

Marco Capuano, difensore classe 1991, è, insieme a Fausto Rossi il primo giocatore che dalla B Italia è passato all'Under 21, dove ha collezionato 9 presenze: una bella soddisfazione per il centrale, pescarese di nascita, che rappresenta una delle tante splendide realtà del campionato cadetto.

"Per me che, sin da bambino, sono tifoso del Pescara è certamente un'emozione unica e una sensazione indescrivibile quella di vestire la maglia biancazzurra. Se penso che fino a pochi anni fa ero sugli spalti a tifare, mi viene da credere che stia vivendo un sogno. In realtà devo ringraziare per questa opportunità la mia società che punta sui giovani e il mister che se ti alleni bene ti mette in campo qualunque sia la tua età. E poi, sì, sta andando benissimo, oltre ogni aspettativa preventivata: ma rimaniamo con i piedi per terra. La strada è ancora lunga e non possiamo permetterci voli pindarici", sichiara al sito della Lega di B.

Esordio in B, in Under 21 contro la Costa d'Avorio e il secondo posto in Serie bwin dopo due terzi di torneo. Quale l'emozione più grande?

"Sono tre episodi fondamentali della mia vita calcistica e ognuno ha un peso diverso, ma intenso allo stesso modo. L'esordio in bwin è stato con mister Di Francesco in trasferta, Frosinone-Pescara. Diluviava, tanto che alla fine abbiamo giocato un tempo solo. Il mister mi ha messo una mano sulla spalla e mi ha detto ‘Oggi tocca a te, stai tranquillo'; non ci potevo credere, a pensarci mi vengono ancora i brividi, ma a quell'esordio devo tanto. Forse è quello che ricordo con più emozione perché, se così lo possiamo considerare, è stato il punto da dove sono realmente partito. Però anche sentire l'inno di Mameli indossando la maglia azzurra, o leggere la classifica e trovare il Pescara così in alto sono emozioni non da poco".

Conclude parlando del segreto di questo Pescara, il gruppo. "Con mister Zeman abbiamo imparato che chi sta meglio gioca, non c'è nessuna gerarchia preconfezionata. O giovani, o meno giovani, poco importa: la meritocrazia è l'ago della bilancia. Quello che invidio ai più grandi credo sia l'equilibrio che hanno per affrontare una gara. Sono loro l'anima di questa squadra: guidano noi giovani sia fuori che dentro il campo. Prima che bravi giocatori per me sono degli esempi da seguire. Siamo molto uniti, sia noi più giovani, sia con i più grandi. Credo che la forza di questa squadra sia proprio nel gruppo e nella voglia di stare insieme".

 

Fonte legaserieb

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