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Nocerina, Iezzo: "Salvezza complicata ma..."

Nocerina, Iezzo: "Salvezza complicata ma..." TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
venerdì 2 marzo 2012, 12:30Le interviste

Appese le scarpette al chiodo, il trentottenne Gennaro Iezzo fa da direttore generale della Nuvla Felice, impegnata nel torneo di Serie D. Comunque a lui piacerebbe fare l’allenatore, dato che per circa vent’anni ha giocato a calcio a buon livello tra Cagliari, Verona, Catania, Nocera Inferiore e soprattutto Napoli, dopo essere partito dalle giovanili della Juve Stabia. Intervenuto in esclusiva su Tuttonocerina.com Iezzo coglie l’occasione per augurare a una delle sue ex squadre, la Nocerina, di ottenere in qualche maniera la salvezza, anche se per la squadra sarà complicatissimo raggiungerla se non vincerà il derby di sabato a Castellammare: peraltro la Juve Stabia secondo Iezzo ha una quadratura tale che non sarà facile batterla.

“Sono stato per tre stagioni a Nocera Inferiore, e come tutte le squadre campane la seguo - spiega Iezzo - Mi dispiace molto per l’andamento della Nocerina in campionato, spero che riesca a fare qualcosa per salvare la categoria che secondo me è un patrimonio importante per la città di Nocera”.

È vero che era stato contattato l’estate scorsa proprio dalla Nocerina per continuare a giocare?

“E’ una domanda che di tanto in tanto mi viene fatta, ma non sono mai stato chiamato dalla Nocerina. Mi avrebbe fatto piacere far parte del progetto, ma non mi ha mai chiamato nessuno”.

A proposito della storia della Nocerina, lei in rossonero giocò 30 partite tra C2, C1 e altri tornei ufficiali, ma quale ricorda con più affetto di queste partite, quella di Avellino con la Juve o un’altra?

“Sicuramente c’è un paio di partite che ricordo con piacere, e quella con la Juventus è tra queste. Pareggiammo 0-0 in Coppa Italia e fu una partita storica. Andammo al replay a Torino, e proprio lunedì mattina sono stato al quarto premio dedicato ad Andrea Fortunato, e lì ho incontrato Franco Marchegiani che segnò gol alla Juve a Torino. Abbiamo riparlato appunto di quella storia, e mi ha fatto tanto piacere”.

Tornando all’attualità, la Nocerina sabato si confronterà a Castellammare, che è anche la sua città natale, con la Juve Stabia. Che partita sarà?

“Eh, io sono stabiese purosangue, vivo ancora a Castellammare, e mi fa piacere che la squadra della mia città sia più su in classifica. Tuttavia mi rendo conto che la Nocerina avrà assoluto bisogno di fare punti, e senza far torto a nessuno potrebbe starci bene anche un pareggio con una bellissima partita. Però credo che la Nocerina non possa accontentarsi del pareggio e andrà a Castellammare per fare risultato, anche se si troverà di fronte una Juve Stabia che ha un gruppo di altissimo livello e un allenatore bravissimo”.

La Nocerina dovrebbe vincere almeno undici partite su quattordici per riuscire ad agganciare i play-out. L’impresa è quasi impossibile?

“Lo so, è dura, ma nel calcio non bisogna mai dire mai. La Nocerina ha il dovere di fare il massimo per cercare di arrivare a fare questo miracolo. La Nocerina l’avevo vista, non tantissimo per la verità, ma avevo pensato inizialmente che la squadra potesse disputare un buon campionato. Non parlo di un campionato di vertice, ma di una salvezza tranquilla, perché la squadra essendo quella dell’anno scorso mi sembrava che fosse molto vivace, poi ha avuto una metamorfosi strana e ha perso alcune partite per errori proprio banali. Come avviene nel calcio, poi, la colpa viene attribuita all’allenatore, ma io credo che la colpa sia un po’ di tutti. Speriamo che la Nocerina riesca a fare qualcosa. Penso sia difficile, ma quello che vogliono vedere i tifosi della Nocerina è l’impegno”.

Naturalmente la salvezza della Nocerina è auspicabile anche per il ricordo che lei ha dei tifosi di Nocera.

“Mi sono trovato bene con la Nocerina: mi sono affacciato al calcio professionistico proprio a Nocera, ho avuto la possibilità di giocare sotto la guida di Gigi Delneri, e nel mio ultimo campionato a Nocera ci siamo divertiti soprattutto in Coppa Italia, perché avevamo eliminato due squadre di Serie A e per poco non ci riusciva di eliminare anche la Juventus. Ci siamo salvati anche ai play-out, poi però ebbi la possibilità di passare al Verona, quindi credo che Nocera rimanga una tappa importante della mia vita calcistica. I tifosi nocerini mi hanno sempre trattato bene”.

Ora sta facendo il dirigente della Nuvla San Felice in Serie D: si vede come direttore generale anche nel futuro?

“Mi sto occupando di dare una mano al presidente della Nuvla, che è un mio carissimo amico. Conosco bene anche il direttore sportivo e l’allenatore cui sono legato da rapporti di amicizia, comunque frequento anche il corso di allenatore Uefa B e mi auguro che tutto vada bene”.

 

Fonte tuttonocerina

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