Nocerina, De Simone: "Del Prete è un buon acquisto"
Da giocatore era un difensore tuttofare. Nato terzino, cambiò il suo ruolo in stopper. Oggi, invece, fa il talent scout per una squadra di Seria A. Marco De Simone, cinquantacinque presenze ed un goal in maglia rossonera in due stagioni. Una delle bandiere della Nocerina di Del Neri, che sfiorò la Serie B. E di quella targata 1996/97 che soffriva in campionato ma volava in Coppa Italia, perdendo solo contro la Juventus di Lippi. Classe 1963, nato a Frattamaggiore De Simone ha giocato in tutte le categorie, Serie A compresa nel Cagliari e nel Napoli. Prima dell’approdo in rossonero una lunga carriera a Messina, poi Giulianova e Juve Stabia. Tuttonocerina.com lo ha intervistato in esclusiva.
Due anni in rossonero, cosa le resta di quell’esperienza?
“Soprattutto tanto rammarico perché il primo anno tentammo di vincere il campionato ma non ci riuscimmo. Il secondo anno ci riprovammo ma in campionato non ingranavamo, al contrario della Coppa Italia”.
Vi salvaste ai play out, contro il Sora...
“Fu una stagione strana, usavamo tutte le energie per le partite di Coppa. Perdemmo in finale contro il Como quella di Serie C e fummo eliminati dalla Juventus per la Coppa Italia”.
La doppia competizione può essere svantaggiosa, a volte. Potrà risultare un bene quindi l’eliminazione della Nocerina dalla Coppa Italia?
“In qualche modo è positivo perché siccome la Nocerina approda in un campionato nuovo è molto difficile tenere su due fronti. O hai una rosa di 30 giocatori o devi puntare per la coppa o per il campionato. E la Nocerina deve tenere questa categoria perché i tifosi la meritano”.
Pubblico caloroso, anche ai suoi tempi....
“Erano la nostra forza. Partivano in 2000 per venirci a vedere. Poche società in Campania portano così tanti tifosi allo stadio e in trasferta”.
Cosa è mancato alla sua Nocerina per andare in B?
“Giocavamo a viso aperto contro tutte le squadre, ci esprimevamo alla grande sotto tutti i punti di vista. Ma ci fu un po’ di sfortuna. Perdemmo delle pedine importanti prima del ritorno di Ascoli, come Battagli che fu squalificato, e non riuscimmo a recuperare l’1-0”.
E la Nocerina di oggi, come le sembra?
“La Nocerina ha un bellissimo organico, e anche l’anno scorso aveva ottimi giocatori. Poi tanto del merito è di Auteri che cura i particolari nei minimi dettagli e tatticamente è preparatissimo”.
Per la Serie B, è stata giusta la conferma del blocco?
“Si. Le squadre che vincono i campionati il primo anno fanno sempre bene spinte dall’entusiasmo. E’ stata una scelta giusta non smantellare la squadra perché tutte le neopromosse che lo hanno fatto poi sono fallite. Poi nel corso del campionato Auteri capirà cosa manca e a gennaio si potrà rimediare”.
Forse arriverà Del Prete, dal Siena, lo conosce?
“E’ un ottimo giocatore e può giocare ad occhi chiusi in questa categoria. Sarà un buon acquisto”.
Seguirà qualche partita dei rossoneri quest’anno?
“Verrò a seguire la Nocerina in diverse partite perché sono un talent scout per una squadra di Serie A”.
Quale?
“Preferisco non dirlo”.
Della rosa rossonera, chi potrebbe giocare in A?
“Per anni ho seguito un attaccante, quando era a Benevento...”
Castaldo?
“Si. L’ho seguito tramite amici e collaboratori e quando mi chiesero se fosse un giocatore che poteva fare il salto di qualità risposi di si. Ed infatti lo prese il Siena. Poi, per vari motivi, lo perse”.
Poi?
“De Liguori. L’ho seguito da quando giocava nel Taranto ma faceva un altro ruolo. E’ stato molto bravo Auteri a sfruttarlo a centrocampo. Poi c’è Galizia che giocava con me in Eccellenza a Santa Maria Capua Vetere. Al tempo già pensavo fosse un giocatore di alto livello, poi l’anno scorso l’ho visto vincere il campionato”.
La Nocerina può fare bene quindi?
“Farà un ottimo campionato, soprattutto perché gioca a viso aperto, come contro il Genoa, e non guarda l’avversario ma punta sulla sua forza”.


