Modena, Bergodi: "Stiamo lavorando bene"
Dalla Sardegna segue, in veste di attore protagonista, l’evoluzione del mercato del Modena. Cristiano Bergodi parla a più riprese con Fausto Pari e promuove la strategia del direttore sportivo.
Mister, un giudizio sul mercato?
«Sono più che soddisfatto, ma non avevo dubbi. Ho grande stima di Pari, basterebbe guardare il campionato scorso per capire le sue capacità di allestire squadre adeguate. Lo aveva fatto con pochi soldi, stavolta ne ha un po’ di più e quindi sono molto tranquillo».
Partiamo dall’attacco: Greco e Bernacci possono convivere?
«Può starci la valutazione secondo cui Beppe, lo scorso anno, ha reso meglio da boa centrale nel nanoattacco che da seconda punta alle spalle di Stanco, ma non dimentichiamo un’altra componente: Greco ha sempre detto, e questo lo condivido, di essere una seconda punta. Avremo modo di lavorare sui suoi movimenti durante il ritiro, è quello che aspetto. Poi Bernacci, per come lo conosco, è un attaccante che fa tanto movimento e non a caso chi gli gioca accanto fa sempre tanti gol. Mi piace la coppia, ma non dimentichiamo che dietro di loro ci saranno altre alternative molto valide».
Fabinho?
«E’ un giocatore che ci piace, ha delle caratteristiche interessanti, ma ce ne sono altri».
Andiamo alla difesa: continuate a cercare un centrale di personalità?
«L’idea iniziale era quella, ma potremmo anche cambiare strategia. Un giocatore con quelle caratteristiche è difficile da trovare, o meglio deve essere orgoglioso di giocare nel Modena. C’è poi un’altra considerazione da fare: secondo me Perna e Diagouraga hanno giocato una stagione più che positiva. Dobbiamo migliorare l’attenzione in certi frangenti per evitare qualche errore letale, ma si può lavorare. Inoltre ho Carini, non lo considero più un giovane, ha già dimostrato di poterci stare alla grande in B».
Quindi niente centrale?
«Un altro ci serve, ma potrebbe anche essere un ragazzo di prospettiva. Se dobbiamo comprare tanto per fare senza trovare un difensore più forte dei nostri non ha senso. Con Pari stiamo ragionando: forse potremmo sacrificare un centrale per rinforzarci davanti, sapete che a me piace giocare all’attacco».
La base iniziale sarà ancora il rombo?
«Vediamo le caratteristiche dei giocatori perché in base a quelle decideremo. Non ho paura a cambiare modulo, lo scorso anno partimmo con il 4-3-3, per modificare in corso d’opera. Però non nego che il rombo mi ha dato grandi soddisfazioni, seppur fosse uno schieramento che avevo usato poco».
Rinaldi ha promesso che si partirà da Fiumalbo col 90% delle rosa già a disposizione.
«Lo prendo in parola. Stiamo lavorando bene sul mercato, ci servono ancora alcune pedine fondamentali, ma sono convinto che arriveranno prima del ritrovo».
Cioè?
«Ci manca buona parte dell’asse centrale della squadra: il portiere, il regista, una mezzala di peso e il trequartista. Sappiamo su chi vogliamo lavorare a partire da quel Dalla Bona che ormai tutti sanno essere il nostro obiettivo principale come interno di destra. Mi piace, calcia bene le punizioni, sa inserirsi, ha fisico e corsa: caratteristiche che ci mancavano nella stagione scorsa. Con Ciaramitaro e Dalla Bona metteremo chili in una zona nevralgica».
Mazzarani l’ha chiamata per chiederle un consiglio?
«No, credo che si sia consultato col suo procuratore. Lo aveva messo in cima alle preferenze perché conosceva già la piazza, ma i nomi che state scrivendo sono di prima fascia».


