Modena, "Avremo tanta benzina"
Il professor Marco Oneto è il preparatore atletico del Modena. Nelle sue mani è riposta la grande responsabilità di portare polmoni e muscoli dei calciatori canarini al top della forma per il prossimo campionato.
«Per l’attuale preparazione – spiega Oneto – abbiamo impostato un determinato lavoro, che posso definire impegnativo. Stiamo lavorando duro sul piano fisico, ma rispetto alla passata stagione abbiamo l’incredibile vantaggio di poter disporre della rosa al completo fin dai primi giorni. Inoltre i giocatori che erano a Modena conoscono già le mie metodologie di lavoro ed anche nei nuovi arrivati ho trovato la massima disponibilità».
Quali sono gli obiettivi che vi siete prefissati?
«Innanzitutto di evitare infortuni muscolari. Bernacci e Stanco hanno subito infortuni traumatici, che non sono preventivabili o evitabili, ma fanno parte del gioco. Volgendo lo sguardo alla stagione diciamo che sarà per me fondamentale avere una rosa che non abbia fluttuazioni eccessive di condizione, ma che per tutte le 42 partite si mantenga su livelli costanti».
Il Modena è parso più stanco del Carpi.
«E’ normale, perché stiamo lavorando tanto. Sedute doppie tutti i giorni, in cui c’è il mio lavoro atletico, ma anche quello di mister Bergodi col pallone che viene svolto ad alta intensità. Ci stiamo concentrando sulla resistenza ad alta intensità, che comporta fisiologicamente una sensazione di stanchezza. Man a mano che Coppa Italia e campionato si avvicineranno anche i carichi di lavoro diminuiranno».
La struttura fisica della squadra è aumentata in peso e altezza, come si è adeguato il tuo lavoro?
«E’ ovvio che Dalla Bona e Giampà, per fare un esempio, non abbiano la stessa struttura fisica, ma il lavoro viene calibrato in base ai test fisici iniziali. E posso dire che tutti i calciatori si sono presentati in ottime condizioni al raduno».
Come sta Bernacci dopo un anno di inattività?
«Al di là dell’infortunio, anche se tra poco potrà riprendere ad allenarsi, di certo non mi sono messo le mani nei capelli dopo i test. Siamo soddisfatti della condizione di Marco e della sua predisposizione al lavoro: è ovvio che deve lavorare molto e ci vorrà del tempo, ma siamo assolutamente fiduciosi».
E Petre?
«Ovidiu è un atleta straordinario e si intuisce che alle spalle ci sono stagioni e chilometri in squadre di alto livello. Ha una struttura fisica eccellente».


