Hellas Verona, Rafael: "Giochiamocela fino in fondo"
Arrivato cinque anni fa in riva all’Adige, Rafael si sta rivelando uno dei migliori portieri della Serie bwin. Un cammino che inizia nel 2007 tra alti e bassi, situazioni delicate e difficili, ma che è proseguito poi con la promozione in cadetteria ed una stagione, quella attuale, che ha attirato l’attenzione di non pochi addetti ai lavori. “Sono molto contento di come stanno andando le cose, non nascondo che da quando sono arrivato all’Hellas questo è il periodo migliore della mia carriera. Non è stato facile, ma quando dai tutto, attraverso il lavoro e il sacrificio, spesso vieni ripagato. Qualche tempo fa, quando le cose non giravano al meglio, i miei amici mi dicevano di provare un’esperienza in una categoria superiore. Però non potevo proprio andarmene, avevo un debito con me stesso e con il Verona. Volevo andare in B con i gialloblù, a tutti i costi”. Nonostante il momento positivo della squadra di Mandorlini, il numero uno brasiliano tiene subito i piedi per terra. “Stiamo facendo molto bene, questo è sotto gli occhi di tutti. Abbiamo una grande occasione e cercheremo di sfruttarla fino in fondo. Però dobbiamo sempre affrontare una partita alla volta, non voglio fare troppi calcoli, pensare a quanti punti fare o a statistiche varie. Intanto concentriamoci sulla prossima col Crotone”.
Migliorato tanto in queste ultime stagioni, non esita a fare un plauso a tutti quelli che lo hanno aiutato in questa sua esperienza veronese. “Ho sempre avuto un buon rapporto con tutti i tecnici. Colomba fu il primo ad avere fiducia in me, mi fece giocare da subito sebbene fossi appena arrivato. Mandorlini è un grande motivatore, trova puntualmente le parole giuste per caricarti durante la settimana. L’immagine del mister in lacrime dopo Salerno è una di quelle più belle che ricordo, la porterò con me per sempre. Impossibile non citare, poi, il presidente: ha sempre fatto tutto il possibile per il Verona. Quando scendiamo in campo lo facciamo sempre anche per lui”. Una menzione particolare, però, va a Ermes Morini, attuale preparatore degli estremi difensori. “Devo ringraziarlo molto. Arrivato in un momento per me non facile, mi ha davvero aiutato. Ho lavorato duramente su come impostare certi tipi di movimenti: in Europa si gioca un calcio un po’ diverso rispetto al Brasile. Ci sono più cross dal fondo, più attaccanti forti fisicamente, bomber da area di rigore. Dalle mie parti invece si privilegia maggiormente la rapidità e la tecnica, l’uno contro uno. Da questo punto di vista il calcetto mi ha dato una grossa mano, quando avevo 6-7 anni. Restare in piedi fino all’ultimo e scegliere il momento giusto è una caratteristica fondamentale per un portiere”.
Difficile non soffermarsi sul rapporto con gli altri atleti, un affiatamento evidente sia dentro che fuori dal campo. “Tra di noi c’è una intesa fortissima. Spesso ci sfidiamo in allenamento a chi segna o a chi para di più. Poi magari a chi perde tocca portare la porta… o lavarmi i guanti! A parte gli scherzi, devo fare veramente i complimenti anche ai miei compagni di reparto. Se in difesa le cose vanno bene il merito è di tutti quanti”.
Con il contratto in scadenza tra due anni, Rafael non ha intenzione di lasciare Verona tanto facilmente. “La città è bellissima, mi trovo davvero bene. Ogni tanto andiamo a fare un giro in centro coi ragazzi. Ormai sto iniziando ad abituarmi alla cucina italiana. Se dovessi scegliere un piatto che mi piace in particolare, direi la pearà”. Fidanzato? “Sì, anche se in Brasile. Però ci sentiamo spesso per telefono o via Skype, poi quando c’è la possibilità mi raggiunge in Italia o vado io a trovarla”.


