Gabriele Perico: "AlbinoLeffe-Atalanta, sfida da tripla"
“Sono neutrale, è una sfida da tripla”. Tradotto: il mio cuore è a metà tra chi mi ha cresciuto (Atalanta) e chi mi ha lanciato (AlbinoLeffe). Gabriele Perico, oggi difensore del Cagliari, è senza dubbio una delle rivelazioni della squadra di Roberto Donadoni poiché, a suon di prove convincenti, è riuscito a scalzare nelle gerarchie una “bandiera” rossoblu come Francesco Pisano.
AlbinoLeffe-Atalanta, prevale chi ha più motivazioni?
"I punti senza dubbio servono più all’AlbinoLeffe vista la posizione in classifica e gli ultimi due turni con Piacenza e Siena. Tra l’altro è una squadra che con le “grandi” raramente sbaglia: ero allo stadio ad assistere alla vittoria sul Novara e credo sia stata una delle migliori prestazioni stagionali. Magari l’Atalanta può avere nelle gambe anche i festeggiamenti e poi l’obiettivo è raggiunto poiché il primo posto sarebbe solamente la classica ciliegina. Lasciamo perdere la rivalità con il Siena e con Conte in quanto anche un secondo posto non intaccherebbe minimamente un cammino eccezionale".
In questa sfida si intrecciano anche i suoi ricordi…
"Nell’Atalanta ho cominciato con il maestro Bonifaccio per giungere in Primavera quindi a Zingonia ho fatto tutta la trafila delle giovanili, senza pensare che mio padre allena ancora oggi nel vivaio nerazzurro. Ho vissuto tantissimi momenti indimenticabili, come la vittoria nel 2003 della Coppa Italia con la Primavera in una squadra che nell’organico annoverava i vari Pazzini, Montolivo, Canini con l’inserimento saltuario di Rolando Bianchi".
Cosa ha provato ad essere allenato da papà Eugenio?
"E’stato il mio mister ai tempi degli Allievi, annate bellissime sia con il gruppo degli 83 che con quello degli 84. Ho avuto la fortuna di trovare sempre ragazzi molto intelligenti che non hanno mai fatto pesare questo aspetto, anzi quando ero in campo ero sempre il più punzecchiato da mio padre. L’unico rammarico legato all’Atalanta è stato quello di una cessione troppo frettolosa da parte loro, peraltro proprio al termine dell’anno in cui avevo vinto sia la già citata Coppa Italia che l’Europeo Under 19. Mi sarei aspettato un trattamento diverso, così non è andata e ammetto di averne sofferto parecchio".
E quella cessione cosi dura da digerire è stata all’AlbinoLeffe…
"Ai tempi era in C2, mi sono trovato come in una seconda famiglia attorniato da persone eccezionali che mi hanno aiutato dal primo momento. Certo, nella mia avventura in bluceleste rimarrà indelebile l’annata 2007/2008, quella in cui siamo andati ad un passo dalla serie A, nonostante la promozione si fosse persa nella regular season più che nella finale play-off con il Lecce".
Già, la “fatal Ascoli”…
"La sconfitta più cocente giunta in una città che porto sempre nel cuore. Eppure quel 2-3 ci è costato la promozione poiché ai play-off, nonostante il mezzo miracolo con il Brescia, si sapeva che con il Lecce sarebbe stato pressoché impossibile vincere anche alla luce del fatto che i pugliesi erano stati costruiti per vincere con un budget di almeno 7/8 volte superiore al nostro".
Eppure di quell’AlbinoLeffe c’è chi in serie A è arrivato lo stesso come Peluso e Ruopolo (che torneranno l’anno prossimo) ma soprattutto come Marchetti…
"Federico è il portiere più forte che io abbia mai visto e all’epoca ci ha regalato almeno una decina di punti con interventi prodigiosi. E’il genere di estremo difensore che ti mette sempre nelle migliori condizioni garantendoti sicurezza in ogni frangente. E non a caso ha giocato i Mondiali da titolare… "
A Cagliari è ben nutrita la pattuglia di ex Atalanta e AlbinoLeffe. Un gioco: dovesse consigliare al suo presidente Cellino un elemento seriano, visto che negli ultimi anni oltre a lei ha portato sull’isola lo stesso Marchetti oltre a Pelizzoli e Laner, chi sceglierebbe?
"Non è facile a dirsi comunque se devo sbilanciarmi potrei puntare su Foglio, Bergamelli o Momentè, che suo malgrado si è fatto male quando stava attraversando il un ottimo momento di forma".
E Laner? Il destino…
"Davvero. Con Simon ho diviso la stanza nel corso dell’Europeo Under 19 che abbiamo vinto con l’Italia poi abbiamo intrapreso un percorso simile con tanta gavetta in serie C, ci siamo ritrovati all’AlbinoLeffe e ora insieme abbiamo vissuto la grande emozione della serie A con la stessa maglia".
L’uomo-derby da una parte e dall’altra?
"Per il bene dell’AlbinoLeffe spererei che il mio amico Ciccio Ruopolo se ne stesse buono e non ripetesse la micidiale doppietta dell’andata. Scherzi a parte credo che tra i nerazzurri sia pressoché impossibile sceglierne uno alla luce del valore del gruppo allenato da Colantuono. Tra i seriani invece dico Torri o Grossi, dovesse essere nella serata giusta. Ritengo comunque che sarà la classica partita da “tripla”".
L’esperienza di Perico a Cagliari?
"E’già una sorpresa essere arrivato qui, per cui direi oltre ogni più rosea aspettativa. L’estate scorsa sembrava che l’accordo con il Lecce fosse cosa fatta, in 48 ore invece è cambiato tutto e sono sbarcato sull’isola: un ambiente eccezionale sia fuori che dentro al campo, sia per ciò che concerne la città, sia dal punto di vista della società. Non mi sarei mai aspettato di avere così tanto spazio in serie A, specie perché davanti a me avevo Pisano, da sette anni uno dei leader della squadra. Lui poi ha avuto anche qualche problemino fisico e io sono stato bravo a farmi trovare pronto al momento giusto".
Il futuro?
"Non sta a me decidere. Lo faranno Cagliari e AlbinoLeffe, io attendo in serenità consapevole d’aver dato il massimo con questa maglia".


