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EZIO LUZZI: " LA SERIE B PATRIMONIO IMPORTANTE. NON DISPERDIAMOLO"

EZIO LUZZI: " LA SERIE B PATRIMONIO IMPORTANTE. NON DISPERDIAMOLO"
autore
Francesco Rossi
lunedì 25 gennaio 2010, 16:06Le nostre esclusive

 Per anni ha accompagnato le domeniche calcistiche degli italiani. Con i suoi squilli di tromba nel bel mezzo di un accesissimo derby, o di uno spareggio salvezza. Era diventato una sorta di “disturbatore” del microfono. Ezio Luzzi per più di un quarto di secolo anni unica e sola voce della serie B, campionato da sempre considerato figlio di un Dio minore. Ma proprio per questa sua caparbietà è diventato di diritto l’8° “tenore” di Tutto il calcio minuto per minuto, che in queste settimane ha festeggiato il cinquantesimo compleanno. Ed assieme ai vari Ameri, Viola, Ciotti, Pasini ect. è entrato di diritto nell’enciclopedia del calcio. Per il battesimo dell’unico giornale sulla serie cadetta non potevamo scegliere padrino migliore.

Quasi trent’anni di radiocronaca, quasi trent’anni di B. Chissà quanti ricordi…

<<Beh di aneddoti e ricordi ce ne stanno a decine, forse a centinaia. In 28 anni di tutto il calcio minuto per minuto ne ho viste e vissute di tutti i tipi. Una delle più divertenti sicuramente a Pisa, in cui la cabina era sopra un palo per cui i tifosi ti aspettavano sotto se la radiocronaca non gli era andata bene. Oppure quando interruppi Ameri non per comunicare un goal ma che Orrico era il nuovo allenatore dell’Inter, ovviamente li per li non mi prese sul serio nonostante io mi sforzassi di dirgli che aveva già firmato. Di situazioni come ripeto ce ne stanno un mucchio>>

Si può dire che Ezio Luzzi è stato il “padre nobile” della serie B?

<<Per certi versi si. Ho accompagnato in serie A parecchie squadre, ho “svezzato” personaggi come Arrigo Sacchi che nessuno conosceva, come Spalletti, tutta gente passata attraverso i miei microfoni.>>

Anche di Sacchi al Milan diede l’annuncio?

<< Di Lui no. Io lo intervistai quando arrivò in serie B col Parma ed era totalmente uno sconosciuto. Da calciatore era stato poco più che un dilettante. Stessa cosa dicasi per Spalletti che comunque si è messo in luce grazie alle due promozioni con l’Empoli. Per andare a ritroso nel tempo anche Angelillo quando allenava il Pescara. Ma anche lo stesso Moggi quando era osservatore della Juventus spesso mi chiamava durante la notte per avere dei consigli su qualche calciatore ed io a dirgli di farmelo giudicare a me se è bravo>>

La prima radiocronaca…

<<Intanto c’è da dire che io facevo la serie A e quindi la prima in assoluto risali a li. Per quanto riguarda la serie B fu un Sampdoria – Vicenza, con la vittoria per 1-0 dei liguri. Era la fine del ’61, quindi qualche anno dopo la nascita di tutto il calcio minuto per minuto. Poi accedde che Mario Gismondi che seguiva la serie B diventò direttore del Corriere dello Sport e quindi non poteva più muoversi la domenica. Ci fu questa riunione in redazione e Guglielmo Moretti che era il capo redattore mi disse se potevo occuparmi qualche mese perché si era alla fine del campionato…>>

Invece…

<< Invece accadde che la serie B fatta da me piacque parecchio. Agli ascoltatori, alle società, a insomma un po’ a tutti per cui rimasi quasi trent’anni a fare quel campionato li. Però ho fatto naturalmente dell’altro come i campionati del mondo ben 8, ho fatto altre 8 olimpiadi, i campionati europei, le varie coppe seguendo spesso e volentieri la Juve. Insomma ho fatto la mia bella carriera.>>

A cosa è stato dovuto il grande successo che ha riscosso Tutto il calcio minuto per minuto?

<< Fondamentalmente perché era l’unica trasmissione di calcio e per di più fatta in quella maniera li, cioè con i collegamenti su tutti i campi. Perché prima ci stava solo una radiocronaca che era quella di Niccolò Carosio. In seguito con Gugliemo Moretti e Roberto Bortoluzzi decisero di cambiare format che alla fine si rivelò un successo. Perché le gente aveva i risultati in presa diretta e poi la RAI all’epoca era la RAI senza concorrenze di tutte queste piccole e grandi entità nate col tempo.>>

Non faccia il modesto gran parte del merito va ascritto anche a chi ha condotto…

<< Sicuramente i radiocronisti hanno avuto la loro buona dose di merito. Poi noi eravamo una squadra molto affiatata che si basava sempre sui soliti 5/6 per domenica e si sapeva integrare alla perfezione. Anche quello è stato in successo. Difficilmente sbagliavamo >>

Due tre mesi che poi sono diventati quasi trent’anni..Non si può dire che la serie B non le piacque…

<< Beh io alla serie B ho dato col tempo un certo indirizzo, la serie B non veniva mica fatta così, anzi non se ne parlava quasi per niente. E niente si vedeva. Giusto i risultati. Il mio è stato quello innanzitutto di recarmi domenicalmente sul campo, sul terreno di gioco, creando di fatto quella simbiosi con il radioascoltatore verso un mondo fino ad allora sconosciuto. Da li sono poi seguiti commenti, interviste, immagini. Questa svolta è stata decisiva a farmi rimanere li. Anche il capo redattore mi diceva sempre di rimanere li anche perché facendo i campionati del mondo e le varie competizioni di certo le soddisfazioni non mi mancavano>>

Che la B non le dava?

<<Assolutamente no. Anzi. E poi all’epoca era un’altra serie B rispetto a quella attuale. >>

Da qui l’idea di creare addirittura un giornale.

<<Noi cominciammo con un giornale che inventai io che si chiamava TuttoB e questo giornale nacque dal fatto che mi chiamò un giorno Jurlano che era il presidente del Lecce che allora giocava in serie B. Siccome anche all’epoca la serie A si prendeva tutti i proventi lasciando poco o nulla alla serie cadetta, allora mi disse se gli davo una mano a difendere la categoria e da all’idea di un giornale il passo fu breve e cominciammo. Facemmo questo giornale nel tentativo di arginare la strapotenza economica della serie A. Eravamo come serie B completamente ignorati da tutto e tutti. Nonostante io mi sforzassi di far capire che questo invece era il campionato più bello e difficile del mondo. E poi c’erano delle squadre con delle città grosse, veri e propri capoluoghi di provincia e di regione. Non dimentichiamo che oltre all’attuale Torino in passato c’è stato il Milan, il Napoli, il Palermo, la Lazio. La stessa Juve. La serie b è importante e va mantenuta e difesa.>>

Nonostante queste premesso però nulla sembra essere cambiato a distanza di anni. Come mai?

<< Perché soprattutto i grossi club devono fare spettacolo, devono vincere subito senza attendere. Per questo motivo si preferisce far spesa all’estero senza valorizzare i nostri giovani. E poi quasi la metà di questi semi sconosciuti spesso e volentieri si rivelano poco adeguati alla nostra serie A. La B invece è un serbatoio inesauribile. La fretta purtroppo è male consigliera. In Italia abbiamo squadre come l’Inter che giocano con 10 stranieri. Questo è un male anche perché la serie B purtroppo sta prendendo esempio adeguandosi>>

Qualche dirigente o allenatore con cui in passato ha avuto uno screzio…

<< Ma no in serie B, in quella che facevo io eravamo tutti amici, era tutta una famiglia. Io mi ricordo Galliani che all’epoca era dirigente del Monza e retrocesse in c1 una volta ci incontrammo a Malpensa e mi urlò “dott. Luzzi quando lei è come se sono ritornato in serie B”. Questo era Galliani. Poi c’è gente che si ricorda di tutto come Sacchi che spesso ancora mi chiama. Poi invece ci sta gente che fa carriera come Galliani che ti ignorano. A me non è che me ne freghi assolutamente niente perché cerca di dimenticare quali sono stati i suoi trascorsi. Ma lui era sempre un dirigente accompagnatore. La sua fortuna è stato Berlusconi perché lui vendeva le antenne. Partendo da un accordo commerciale è riuscito a scalare posizioni. Ma io queste storie qui le conosco tutte. Sono passati attraverso il mio microfono. >>

Tornando ai giorni nostri. Che serie B è quella attuale?

<< Non è affatto una brutta serie B. Ci sono parecchie squadre molto valide. E poi quando stanno tutte ristrette nel giro di qualche punto è sintomo di un grande equilibrio e ne va a beneficio dello spettacolo. Però questo è il campionato del tutto è possibile. Può succedere tutto ed il contrario di tutto fino all’ultima partita. Poi anche l’introduzione degli spareggi mi sembra una soluzione molto valida che ha dato ancora più incertezza all’intero torneo. Il campionato è ancora tutto da giocare.>>

Reggina e Torino fin qui le grandi delusioni.

<< Sicuramente si almeno fino a questo momento. Però c’è tutto un girone di ritorno da giocare. Qui bastano tre vittorie di fila e ti ritrovi in alto. La speranza non va mai abbandonata. Certo la Reggina sta molto più giù dovrà necessariamente cambiare obiettivi>>

Del Frosinone che ci dice?

<< Il Frosinone era partito alla grande e rappresentava una vera sorpresa. Poi in realtà non è che ha mollato un po’ ma questo è un campionato lunghissimo. Ci stanno periodi diciamo così di stallo. Tutto sta a vedere quando la crisi ti colpisce. Se arriva come nel caso del Frosinone a meno di metà del percorso hai tutto il tempo per riprenderti e quindi non c’è da preoccuparsi. I dolori iniziano se ti prende quando manca poco al termine. Il Frosinone è una squadra che partita benissimo poi ha accusato una flessione però mi sembra che ultimamente si stia nuovamente ripigliando. La squadra di Moriero non avrà nessun tipo di problema.>>

Se domani la richiamassero per la serie B?

<< Io ho fatto il mio tempo. Le radiocronache per me sono un capitolo chiuso. E poi quasi tutti i radiocronisti attuali li ho lanciati io non potrei mai entrare in competizione con loro.>>

Chiarissimo.

 

 

 

 

 

 

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