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ESCLUSIVA TB - Il calcio sta cambiando. Ecco il punto di Simeoni

ESCLUSIVA TB - Il calcio sta cambiando. Ecco il punto di Simeoni TuttoB.com
© foto di Alberto Fornasari
autore
Lorenzo Casalino
domenica 25 aprile 2010, 19:30Le nostre esclusive
Il ds del Rovigo, Daniele Simeoni, suggerisce e inquadra i nuovi risvolti per il bene dei club

"Il calcio sta cambiando, ormai le società devono esser considerate delle vere e proprie aziende in cui l'interesse per il team deve ampliarsi su più fronti, senza non "fossilizzarsi" al solo ambito sportivo". L'attuale direttore sportivo del Rovigo, Daniele Simeoni, in esclusiva per TuttoB.com secondo la propria esperienza focalizza i problemi seri che stanno riguardando le società professionistiche, dalla Lega Pro alla Serie A.

Cosa sta notando di rilevante in quest'ultimo periodo?

"Molte squadre rischiano di scomparire e già dei verdetti sembrano già essere ben delineati - spiega il ds - Io son di Ravenna e come ho letto di recente sui giornali non mi stupisco che come punto di riferimento per l'acquisizione di un club come il Rimini Calcio, la proprietà lombarda che è in trattativa, chieda come prima cosa la gestione o l'acquisto dello stadio. Ritengo che questa è una soluzione, la prima, che già era uscita dai top club di Serie A e maggior ragione coinvolge un po' tutte le società di calcio italiane. Attraverso lo stadio possono nascere sinergie importanti legate al territorio, alle scuole calcio e ad una vera e propria possibilità di fare business con una programmazione oculata".

Secondo Lei, cosa si dovrebbe fare?

"Piano piano si gestiranno le società sportiva con un occhio più vigile sui conti ed un altro ai risultati del campo, perchè ora la società di calcio deve avere, tra le proprie fila, dei veri e propri manager e professionisti che non devono solo limitarsi a valutare gli aspetti del campo, bensì anche quelli commerciali o finanziari del club.  Quest'esigenza nasce soprattutto dall'attuale delicata situazione economica che ha messo in ginocchio il nostro paese e non ultime le società di calcio".

A quale modello si ispira?

"Bisogna per me valorizzare sempre più i giovani, il settore giovanile e tutto ciò che è legato ad esso. In Inghilterra e in Spagna vediamo sempre più l'esordio in prima squadra di ragazzi giovani, cosa che avviene sempre meno nel nostro paese. Ritengo che sia possibile risparmiare e, comunque, avere qualità nei giocatori. Tutto dipende dalla gestione, prudente quando serve, coraggiosa quando occorre investendo su importanti risorse".

In Serie B vi sono due situazioni preoccupanti, quelle di Mantova e Gallipoli

"Cambieranno tante cose e già ce ne stiamo accorgendo. A fine stagione se le cose non cambieranno ci sarà una vera e propria "riforma" del calcio. Mi auguro che le nuove politiche legate alla gestione di una squadra di calcio vengano al più presto seguite dai team in difficoltà, la bellezza del nostro calcio non può scomparire al cospetto di gestioni superficiali oppure obsolete"

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