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Empoli, Buscè respira aria di promozione

Empoli, Buscè respira aria di promozione TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
sabato 20 agosto 2011, 16:15Le interviste

Pieno di entusiasmo e di stimoli, unito nel gruppo, completo e forte, davvero forte. Lo vede così l'Empoli di quest'anno Antonio Buscè, che aggiunge: «Ho le stesse sensazioni della stagione 2004-2005». Il che è dire molto, visto che quell'anno l'Empoli targato Mario Somma agguantò la promozione in serie A, dopo la retrocessione dell'anno precedente. Di quella stagione rimangono tre reduci, Tavano, Moro e appunto Buscè. Ma le analogie non si fermano qui.  «Quello fu un periodo in cui la società fece delle scelte ben precise - spiega Buscè - furono mandati via molti big e si decise di puntare sulla forza del gruppo e dei più giovani. Sentivamo che quello era l'anno del riscatto per molti di noi e sapevamo che potevamo fare bene. Scendevamo sempre in campo per fare risultato: ricordo che prima delle partite mi dicevo sempre "oggi male che vada porto a casa un punto". Il che denota una mentalità vincente, necessaria quando si vuole fare bene. Rivedo le motivazioni e la stessa forza nell'Empoli di quest'anno».  Una forza che è data soprattutto dalla giusta commistione di esperienza e gioventù e dalla voglia per ognuno di dimostrare qualcosa.

«Ci sono molti giocatori che sono in un momento di svolta: penso a Tavano che deve dimostrare di non aver mai smesso di essere un campione, stesso dicasi per Moro e Stovini, gente come Coralli e Valdifiori che sanno che questo è l'anno della verità dopo le ultime stagioni giocate alla grande e poi ci sono tanti giovani che hanno un anno in più sulle spalle e che vogliono dimostrare tutto il loro valore. Senza dimenticare l'allenatore, che è giovane e davvero preparato».  E Buscè dove si colloca in questo lungo elenco? «Io mi alleno con estrema umiltà e con il massimo dell'impegno - dice - sono sempre stato uno a cui piace rimettersi in gioco ed eccomi qua, pronto a dare una mano alla società che mi ha lanciato e che mi ha permesso di togliermi delle soddisfazioni incredibili». Non a caso qualche giorno fa i preparatori atletici Selmi e Sorbelli sottolinearono il grande lavoro svolto in preparazione in particolare dai senatori. «Nell'ultimo anno e mezzo a Bologna ho avuto delle dimostrazioni simili da giocatori come Marco Di Vaio - prosegue - un attaccante che ha segnato tantissimo e che, in una situazione societaria difficile come quella, a 35 anni era sempre davanti a tirare il gruppo e a motivare gli altri. Qua dobbiamo essere noi a dare questo esempio di professionalità e di attaccamento alla maglia».  Queste ultime due settimane di agosto, comunque, diranno molto delle potenzialità di questo gruppo. La Samp prima e il debutto in campionato con la Juve Stabia poi, infatti, sono i primi veri scogli che si vedono all'orizzonte. «Intanto diciamo che contro il Piacenza abbiamo già dimostrato che ci siamo - afferma - eravamo partiti timorosi, ma poi siamo venuti fuori alla grande. Sappiamo che la Sampdoria è una grande squadra e che ha giocatori di livello superiore, ma noi scenderemo in campo per vincere quella partita perché spesso i nomi contano meno delle motivazioni. Per fare una grande stagione è importante partire bene».

Fonte Il Tirreno

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