CALCIOSCOMMESSE "Masiello aveva paura"
Osvaldo Jaconi non ci crede. L’allenatore che da poco ha lasciato la guida del Bassano è sconvolto dalla notizia dell’arresto di Masiello. Fu lui a lanciarlo in prima squadra nella stagione 2002/03, quando era alla guida della Lucchese. Il tecnico ex Savoia aveva avuto recentemente modo di sentire il calciatore. «Qualche mese fa parlammo al telefono, anche con Tiribocchi, suo compagno di squadra, che io avevo al Savoia. Andrea era sereno, poi ho iniziato a leggere un po’ di cose sui giornali, ma non so cosa lo abbia spinto a comportarsi in un certo modo. me non va di giudicare, bisognerebbe capire prima i motivi».
Che tipo è Masiello?
«Un ragazzo a modo. Lo portai in prima squadra per vedere se poteva starci, l’avevo visto negli Allievi e volevo valutare il suo aspetto umano. Ho sempre fatto così in carriera, anche con Migliaccio e Di Nardo al Savoia. Andrea era forte già allora, lo prese De Nicola che era un dirigente vicino a Moggi e lo portò alla Juventus e già all’epoca era molto quotato».
Cosa crede che l’abbia spinto a truccare le partite?
«Non penso che l’abbia fatto per soldi, perché in serie A e B ne girano ancora, forse il problema sorge nelle categorie inferiori, dove c’è chi percepisce duemila euro al mese e per quattro o cinque mensilità non viene remunerato, anche se ciò non giustifica alcun illecito. Secondo me Masiello ha avuto paura, si è ritrovato in un gioco più grande, ha avuto rapporti con persone poco affidabili, che non scherzano e non ha saputo dire di no».
Che messaggio si sente di lasciargli?
«Ormai non può tornare indietro, è capitato. In questi casi non serve clemenza, bisogna pagare per il proprio errori e farne tesoro per il proprio futuro».


