CALCIOSCOMMESSE, Grosseto: "Ci costituiremo parte civile"
La voce già circolava da giorni in città e oggi giunge la prima conferma ufficiale: se ci sarà il processo penale il Comune di Grosseto si costituirà parte civile. Proprio oggi al nostro sito è stato il vice sindaco Paolo Borghi a darne la conferma. Borghi, oltre alle deleghe allo sport ed al bilancio ha anche quella agli affari legali, dunque chi meglio di lui poteva dare le giuste risposte alle nostre domande. E queste sono in linea con i rumors che avevamo captato.
Assessore Borghi, il Comune di Grosseto si costituirà parte civile?
“Assolutamente sì. Lo dico in maniera chiara e diretta. Il fatto che alcuni ex tesserati del Grosseto siano finiti nell’inchiesta ha recato danno all’immagine della nostra città. Dunque nel caso in cui dovesse esserci un eventuale processo penale noi chiederemo di costituirci parte civile”.
Pensate che la vostra richiesta possa essere accettata dai magistrati? Sarebbe un caso quasi unico che potrebbe fare giurisprudenza…
“Una squadra di calcio è l’immagine di una città. Le due realtà nell’immaginario collettivo vivono in simbiosi. Per questo credo che se saranno ravvisate responsabilità penali per l’amministrazione comunale sia un dovere la richiesta di costituzione di parte civile. Credo che sia doveroso. Comunque i nostri uffici stanno studiando le carte, il resto, ovviamente, dipenderà da come si concluderanno le indagini e da quelle che saranno le decisioni dei magistrati”.
Insomma il Comune di Grosseto non vuole farsi trovare impreparato…
“Assolutamente no, questa è una brutta vicenda che ci ha toccato tutti come cittadini. L’amministrazione rappresenta i grossetani e non può sottrarsi se avesse la possibilità di scendere in campo a difesa del nome e dell’immagine della nostra città”.
Insomma Grosseto si muove e si mobilita. Da un lato la società con il Presidente Camilli che sin dalle prime ore si è mosso ritenendosi parte lesa della vicenda. Il Comune che non ha voluto lasciare sola la società e che le sarà al fianco chiedendo di potersi costituire come parte civile una volta accertate le eventuali responsabilità dei singoli. Ci sono poi i tifosi che sono pronti alla “class action”, un istituto nuovo del nostro ordinamento, ma che è una prassi comune negli Stati Uniti per la tutela dei consumatori.


