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Brescia, il sorriso di Cristian? La maglia di Zambelli

Brescia, il sorriso di Cristian? La maglia di Zambelli TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
sabato 9 giugno 2012, 14:37Le interviste

Marco si avvicina timidamente alla stanza di Cristian, bussa, chiede permesso ed esclama: «Ciao campione, posso entrare?». I ruoli che si ribaltano in un mix di sentimenti, gli occhi che s'inumidiscono ad entrambi e a quel punto non capisci nemmeno più chi sta facendo coraggio a chi.

Il capitano che chiama campione il ragazzo che giocava in Prima categoria, il tifoso che dice al proprio idolo di non mollare, che il prossimo sarà l'anno buono per tornare in serie A. Ma quello che non molla, che non si rassegna, è Cristian. Ventitrè anni, la vita che si è capovolta con un terribile infortunio sul lavoro, ma la sua passionaccia per il Brescia che non cambia.

Quel braccio impigliato in una macchina infernale, l'operazione per riattaccare l'arto (tranciato all'altezza dell'avambraccio) che si complica, un'infezione che si mette di mezzo e ora il non semplice ritorno alla vita di tutti i giorni. Ma se un giorno all'improvviso Marco Zambelli bussa alla tua porta, per te tifoso della Leonessa da quando avevi otto anni, la vita torna a sorridere. Iniziano i racconti. «Marco, guarda che quest'anno le ho viste tutte. C'ero con il sole, la neve, la nebbia, il freddo. C'ero e ci sarò. Sarebbe bello se ci facessero davvero una curva nuova, più vicina al campo, ma l'importante è che vinciamo tutti insieme. Voi sul campo, noi sugli spalti».

Marco gli dona una maglia con autografo, è sincero quando gli sussurra: «Ti trovo bene, sei in forma, tenere alto il morale in ospedale aiuta ad uscire prima». Zambelli lo sa. Prima di passare dal ragazzone di San Polo ha fatto il suo solito «giretto» settimanale tra Pediatria e Chirurgia pediatrica. Cristian racconta: «Ho iniziato a giocare nella Leonessa, poi sono passato al Borgosatollo. Ero difensore, ora faccio l'attaccante nel campionato Aics». Faccio, non facevo. Il campione ricomincia da qui.

Fonte Giornale di Brescia

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