BRESCIA: DOV'E' FINITO... "SPEEDY" GONZALEZ?
I suoi proverbiali scatti gli permettevano di seminare facilmente gli avversari. Peccato che insieme ad essi lasciasse per strada spesso e volentieri anche il pallone.
La velocità era la caratteristica principale, e forse l’unica valida, di Raul Alberto “Speedy” Gonzàlez, attaccante argentino che è stato sotto contratto con il Brescia dal 2000 al 2004, vestendone però la maglia in rarissime occasioni.
La leggenda narra che il giovane Raul, prima di entrare nel mondo del calcio, fosse ben avviato verso la professione del gaucho: il classico esempio di braccia (e gambe) strappate all’agricoltura.
Nato nel 1976 a Venado Tuerto, paesino della pampa argentina nella provincia di Santa Fe ma più vicino a Rosario, Gonzàlez tira i primi calci nel club dilettantistico del Central Cordoba. Visionato e segnalato da un osservatore, inizia la sua carriera da professionista nel 1997 passando all’Atletico de Rafaela, club che partecipa al campionato di serie B. Dopo un paio di stagioni piuttosto anonime, esplode nel 1999 mettendo a segno 16 reti e portando la squadra a sfiorare la promozione in serie A.
Dopo questa stagione trionfale, viene proposto al Brescia, che lo acquista per poco più di un miliardo e mezzo di vecchie lire, tra lo scetticismo generale della piazza. Gonzàlez va a completare un reparto che può contare su Dario Hubner, Del Nero, Raducioiu e Turkyilmaz.
Nell'estate 2000, durante il precampionato, si mette in mostra segnando 2 gol in amichevole contro il Werder Brema ed illudendo i tifosi. Il 13 agosto debutta in una gara ufficiale, in Coppa Italia contro il Treviso. Solo una settimana più tardi, parte titolare nella gara col Brescello, divorandosi 2 gol clamorosi. A metà settembre il Brescia piazza il colpo più importante della sua storia ingaggiando Roberto Baggio, acquisto che inevitabilmente toglierà spazio allo sprinter argentino. Debutta comunque in Serie A da titolare nella sfida contro l'Udinese, non fornendo una grande prova. Nelle gare successive gioca solo qualche spezzone, tornando a giocare dal 1° minuto nel ritorno dei quarti di finale di Coppa Italia contro la Fiorentina. Un grave infortunio lo tiene successivamente lontano dai campi fino alla primavera 2001: al suo ritorno, la squadra è già salva e si qualifica per l’Intertoto. L'argentino incappa in un nuovo grave in fortunio al ginocchio, tornando a disposizione soltanto a gennaio 2002, quando gioca qualche minuto contro la Roma. Nella sessione invernale di mercato, il Brescia lo cede in prestito al Crotone, in serie B.
Speedy debutta con la maglia dei calabresi il 15 gennaio 2002, contro il Como. Il tecnico Giuseppe Materazzi gli concede vari chances, ma González non riesce a sbloccarsi, anche a causa dei problemi al ginocchio. Sigla il primo ed unico gol con la maglia rossoblu crotonese quando la squadra pitagorica è ormai aritmeticamente retrocessa.
Nonostante questa sfortunata esperienza, la Salernitana punta su di lui e lo acquista in prestito. In panchina per i campani c’è Zdenek Zeman, mentre il reparto d’attacco è composto anche da Vignaroli, Babù, Arcadio, Mazzeo ed Eddy Baggio. L'argentino trova pochissimo spazio e non riesce mai ad andare in rete, sbagliando occasioni colossali. Dopo dieci partite e zero gol e dopo l'esonero di Zeman, il nuovo allenatore Franco Varrella lo rispedisce al Brescia, che lo gira subito al Cosenza: anche qui pochi spezzoni, nessun gol e la retrocessione della squadra al termine della stagione.
Torna così al Brescia, che non riesce a disfarsene prima del mercato di gennaio: le opportunità di scendere in campo, con davanti gente come Baggio, Caracciolo e Maniero, sono praticamente nulle: pochi minuti in 2 gare in campionato e una presenza con gol inutile in Coppa Italia.
Nella sessione invernale di calciomercato viene ceduto al Martina Franca, squadra pugliese di serie C1 dove riesce ad esprimersi su livelli quanto meno sufficienti.
Al termine della stagione, scaduto il suo contratto col Brescia, Gonzàlez torna in Argentina con la fidanzata italiana, accordandosi col Quilmes. Il ragazzo della pampa non sfigura e la squadra ottiene la salvezza.
Nel 2005, dietro anche le pressioni della compagna, decide di tornare in Italia, trovando un ingaggio alla Cagliese, formazione che milita nella serie D marchigiana.
Dopo due stagioni non trascendentali, a febbraio 2007 dichiara di essersi stufato di giocare a calcio decide di ritirarsi, tornando dapprima a Brescia e progettando un ritorno in Argentina.
Pochi mesi dopo cambia idea e torna al calcio giocato, unendosi alla rosa del Darfo Boario, squadra camuna che partecipa alla serie D.
Nell'estate del 2008, come preannunciato, avviene il definitivo ritorno in Argentina. Gonzàlez, ormai 32enne, trascorre un anno alla ricerca di un contratto, tornando infine a giocare nel 2009 con la squadra che l’ha lanciato, il Central Cordoba.


