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Brescia: dov'è finito... Sebastian Saja?

Brescia: dov'è finito... Sebastian Saja?
autore
Angelo Rota
martedì 27 aprile 2010, 17:04Le nostre esclusive

Tra le strane idee balenate alla dirigenza del Brescia c’è stata, non molti anni orsono, anche quella di ingaggiare un portiere goleador argentino pur avendo in rosa tre italiani di tutto rispetto. Pochi tifosi biancoblù si ricorderanno di Sebastian Saja, estremo difensore che ha vestito in rarissime occasioni la maglia del Brescia nella prima metà della stagione di serie A 2003/2004, l’ultima della cosiddetta “era Baggio”.

Nato nel 1979 a Brandsen, in Argentina, Saja cresce nelle giovanili del glorioso club del San Lorenzo, facendo anche la trafila nelle nazionali giovanili albiceleste. Nel 2000, all’età di 21 anni, debutta in prima squadra in una gara del torneo Apertura contro il Velez Sarsfield, sostituendo l’espulso Campagnuolo. Il giovane estremo difensore si guadagna presto il posto da titolare e disputa con la casacca rossoblu del “Ciclon” ottime stagioni, vincendo il campionato Clausura e la Copa Mercosur nel 2001 e la Copa Sudamericana nel 2002. Le sue notevoli prestazioni gli valgono l’elezione a miglior portiere sudamericano del 2002 e la prima convocazione in nazionale per la partita contro l’Uruguay del 15 marzo 2002.

La giovane età, il buon rendimento e la fama di portiere tira rigori attirano le attenzioni delle squadre europee, ingolosite anche dalla possibilità di schierare Saja come comunitario grazie al passaporto italiano. E proprio una squadra italiana, il Brescia, ottiene nel mercato estivo del 2003 dal San Lorenzo il prestito di Saja, all’epoca 24enne. I tifosi non sono pienamente convinti dell’utilità dell’acquisto e probabilmente nemmeno l’allenatore Gianni De Biasi, che può già contare su 3 estremi difensori come Castellazzi, Agliardi ed un giovanissimo Viviano e che comunque come rigorista gli preferisce senza dubbio un certo Roberto Baggio. Fatto sta che Saja arriva all’ombra del Cidneo per giocarsi un posto da titolare con Agliardi e Castellazzi, mentre Viviano gioca in Primavera.

La situazione di incertezza crea qualche scompenso ai 3 portieri: il titolare ad inizio stagione è Castellazzi, che però si dimostra poco affidabile, si becca con la tifoseria durante un Brescia-Reggina 4-4 e regala rigore e vittoria a pochi minuti dal termine della partita con la Sampdoria con un’uscita-kamikaze sulla meteora blucerchiata Yanagisawa. De Biasi decide di lasciare a riposo il portiere milanese e arriva quindi il momento di Saja. L’argentino disputa due buone gare nella vittoria esterna 1-4 a Lecce e nel pareggio interno 2-2 contro l’Inter che costerà il posto all'allora tecnico nerazzurro Hector Cùper. Sebastian gioca dal primo minuto anche a Torino contro la Juventus, dove il Brescia perde 2-0. Nella giornata successiva il Brescia ospita il Parma: le rondinelle passano in vantaggio con Matuzalem e vengono poi raggiunte da Morfeo. Nuovo vantaggio bresciano con Di Biagio e pareggio ducale con Marchionni. In entrambe le occasioni, Saja non è esente da colpe. Ma è nel secondo tempo che l’estremo difensore argentino si gioca il posto: con una sciagurata uscita consente a Gilardino di realizzare il 2-3 e regala così la vittoria ai gialloblù. Da quella gara in poi, l’argentino perde il posto a vantaggio di Agliardi, che resterà titolare nonostante le molte incertezze, tra cui quella clamorosa di Udine, venendo poi nuovamente spodestato da Castellazzi nel girone di ritorno, grazie a una grande prestazione nella vittoria esterna 1-3 a San Siro contro l’Inter.

Saja non scenderà più in campo con la maglia del Brescia e nel mercato di gennaio viene rispedito al San Lorenzo, che a sua volta lo rigira in prestito nella serie B spagnola, al Rayo Vallecano, terza squadra di Madrid.

Nella stagione seguente, 2004/2005, nuovo prestito nella seconda divisione iberica, a Cordoba. Dopo la stagione con i biancoverdi spagnoli, Saja rientra al San Lorenzo e viene ancora prestato, questa volta all’América, squadra di Città del Messico con cui disputa una parte della stagione 2005 con scarsi risultati.

Dopo questo lungo vagabondare, Sebastian torna finalmente a casa, al San Lorenzo, dove però deve affrontare la concorrenza di Oriòn. Gioca comunque 34 partite e segna ben 5 gol. Nel 2007, bocciato dal tecnico Ramon Diaz, viene nuovamente dato in prestito, ma questa volta in una grande squadra che gli permette di mettersi in mostra e ottenere dei successi anche personali: nelle fila del Gremio, formazione brasiliana della città di Porto Alegre, disputa 30 partite e segna un gol, vincendo il campionato regionale Gaucho e giocando la Copa Libertadores 2007, torneo nel quale viene nominato miglior portiere. Le buone prestazioni gli valgono altre convocazioni in nazionale, che sono ad oggi 5 in totale.

Nel 2008 scade finalmente il contratto che lega Saja al San Lorenzo e l’estremo difensore ormai 29enne è libero di accasarsi a parametro zero. Viene ingaggiato dai greci dell’AEK di Atene, coi quali sottoscrive un triennale. Con compagni di squadra come Rivaldo ed il connazionale Ismael Blanco, disputa una buona stagione sia in campionato, dove i gialloneri arrivano secondi, che nelle coppe europee, Champions League prima e Coppa Uefa poi. Il buon rendimento fornito gli vale un ulteriore rinnovo triennale di contratto con i greci, che si sono assicurati le prestazioni di Saja fino al 2012.

 

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