BRESCIA: DOV'E' FINITO... JOHAN VONLANTHEN?
L’esperienza di Johan Vonlanthen con la maglia dl Brescia non è stata memorabile, ma c’è un episodio che i tifosi ricordano ancora con soddisfazione. Purtroppo per lui, è giunto all’ombra del Cidneo molto giovane ed in un’annata disastrosa, culminata con la retrocessione, ma ha saputo poi togliersi le proprie soddisfazioni ed il suo futuro appare roseo.
Vonlanthen nasce a Santa Marta, in Colombia, nel 1986, da madre colombiana e padre svizzero. Proprio nel Paese elvetico inizia la sua carriera tra i professionisti: dopo aver militato nelle giovanili dello Young Boys, debutta nel 2001 in serie A con la formazione giallonera a soli 16 anni. Resta a Berna per due stagioni, nelle quali colleziona 37 presenze e 6 reti, un buono score per un ragazzo non ancora diciottenne. Il giovane elvetico, 175 cm per 73 kg, gioca da centrocampista offensivo o da seconda punta e si fa notare per la grande rapidità, attirando gli sguardi di diverse squadre europee. Tra di esse la spunta il PSV Eindhoven, che lo acquista all’inizio della stagione 2003/2004 individuandolo come una della grandi promesse del calcio europeo. Il primo campionato in Olanda non è male, considerando che Johan ha solo 18 anni: le presenze in campionato sono 19, arricchite da 3 reti. Il PSV arriva secondo in classifica alle spalle dell’Ajax, qualificandosi per la successiva Champions League. Nell’estate del 2004, le sue prestazioni gli valgono la prima convocazione e presenza in nazionale, nell’amichevole contro il Lichtenstein. La buona impressione fatta al c.t. elvetico gli permette successivamente di guadagnarsi la partecipazione ai campionati europei. Nella manifestazione continentale Vonlanthen stabilisce un record che ancora gli appartiene: il 21 giugno 2004 segna una rete nella partita contro la Francia, migliorando il primato del più giovane giocatore ad aver segnato nella rassegna europea, superando Wayne Rooney, in rete pochi giorni prima, di tre mesi.
La Svizzera viene eliminata nella prima fase e per Johan inizia la seconda stagione nel campionato olandese, sempre nelle fila del PSV. Lo spazio per il giovane svizzero è però limitato, solo 10 presenze e 3 gol nella prima metà della stagione, cosa che non lo soddisfa nonostante il debutto in Champions League.
A gennaio 2005 arriva la chiamata del Brescia, alla disperata ricerca di attaccanti che possano aiutare a raggiungere l’obiettivo della salvezza. La squadra è affidata a De Biasi e successivamente a Cavasin e il reparto offensivo può contare su un Caracciolo ancora acerbo, su uno Sculli utilizzato fuori ruolo, su un Marco Delvecchio fisicamente a pezzi, su un Gigi di Pasquale improponibile per la categoria e su un Marca Nygaard già protagonista di un approfondimento come meteora. Come se ciò non bastasse, le rondinelle sono funestate durante la stagione dai “casi” di Almeyda prima e di Guana e Adani poi, che lasciano la squadra a stagione in corso.
Il Brescia non riesce a raggiungere l’obiettivo, concludendo il campionato in 19° posizione ad un solo punto dalla quota salvezza. Negli anni successivi verranno a galla episodi relativi a quella stagione che ancora oggi lasciano l’amaro in bocca ai tifosi bresciani: la vicenda di Calciopoli falsa nettamente il campionato, coinvolgendo formazioni, come la Fiorentina, che terminano il campionato solo un punto sopra ai biancoblù.
Vonlanthen colleziona solo 9 presenze e non riesce mai ad andare in gol, ma i supporters bresciani lo ricordano per l’episodio decisivo del derby di ritorno con l’Atalanta ultima in classifica: mandato in campo nel finale sullo 0-0 per cercare di dare più rapidità all’attacco e conquistare i tre punti, Johan si procura al 95’ minuto grazie a uno dei suoi proverbiali scatti un calcio di rigore, dopo l’atterramento subito in area da parte di Rivalta. Il rigore prima fallito e poi trasformato nella ripetizione da parte di Di Biagio dà la vittoria alla Leonessa, che si lancia così nella rincorsa alla salvezza, che svanirà nell’ultima partita della stagione con la sconfitta di Firenze.
L’attaccante svizzero, terminata l’esperienza italiana, torna al PSV Eindhoven, che lo gira di nuovo in prestito, al NAC Breda, sempre nel campionato olandese. La stagione 2005/2006 in Eredivisie è positiva: 32 presenze e 6 gol. Viene costantemente aggregato alla nazionale svizzera, sia Under 21 che maggiore, guadagnandosi dopo il buon campionato in Olanda la convocazione per i mondiali del 2006 in Germania. Purtroppo, a causa di un infortunio muscolare, sarà costretto a dare forfait ed abbandonare il sogno di partecipare alla più grande competizione internazionale.
La stagione 2006/2007 segna un nuovo capitolo della storia sportiva di Vonlanthen, che passa dal PSV al Red Bull Salisburgo, in Austria. Con i biancorossi, allenati anche da Giovanni Trapattoni, rimane per 3 stagioni, collezionando 83 presenze e 11 gol. Prosegue anche la sua avventura con la nazionale rossocrociata, alla quale è aggregato per gli Europei 2008 disputati in casa. Vista la giovane età, riesce anche a partecipare agli spareggi per gli Europei Under 21 del 2009, rischiando con la sua Svizzera di eliminare i quotatissimi spagnoli, grazie anche ad un gol nel match di andata.
Nell’estate del 2009 il Red Bull Salisburgo lo ha ceduto in prestito agli svizzeri dello Zurigo, formazione con la quale Vonlanthen ha partecipato anche alla corrente Champions League, nel gruppo del Milan. In questa stagione ha disputato 18 partite segnando 8 gol, mentre le sue presenze in nazionale sono già 40, con 7 centri.
Il futuro sembra quindi sorridere a Vonlanthen, che nonostante sia passato da meteora in maglia biancoblù in una stagione che è eufemistico definire travagliata, sta vivendo una carriera soddisfacente. Il suo peregrinare e la sua origine multietnica gli hanno permesso di imparare ben 7 lingue (spagnolo, francese, tedesco, portoghese, olandese, inglese e un po’ di italiano) che gli permetteranno senza dubbio di ambientarsi velocemente in qualsiasi paese d’Europa.


