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BRESCIA, DOV'E' FINITO... ALEJANDRO DELORTE?

BRESCIA, DOV'E' FINITO... ALEJANDRO DELORTE?
autore
Angelo Rota
lunedì 15 febbraio 2010, 14:56Le nostre esclusive

Forse per parlare di lui dovremmo interpellare Enrico Ruggeri oppure Roberto Giacobbo, perché rappresenta uno dei più grandi misteri nella storia del Brescia Calcio. Grande sia in senso fisico, che in senso concettuale.

E’ così che i tifosi del Brescia ricordano Alejandro Dario “El Flaco” Delorte, meteora in maglia biancoblù nella stagione 2006-2007, stagione nella quale giunge all’ombra del Cidneo durante il mercato di riparazione senza mai calcare l’erba del Rigamonti per il resto della stagione.

Nato in Argentina nel 1978, dopo essersi dedicato al basket fino ai 17 anni si dà al calcio. Cresce calcisticamente nella squadra della sua città, il Pacífico de Cabildo. Il salto tra i professionisti avviene nel 2000, quando passa all'Olimpo Bahia Blanca. Dopo 6 stagioni in cui disputa 122 gare segnando 29 gol, il gigante argentino, 199cm di altezza per 98kg di peso, nel 2005 si trasferisce al Gimnasia y Esgrima La Plata dove colleziona 18 presenze e 4 gol. Torna all’Olimpo nel 2006, giocando 17 partite e mettendo a segno 3 reti. L’anno successivo emigra per la prima volta fuori dai confini argentini, venendo acquistato da una delle squadre più blasonate dell’Uruguay, il Peñarol. Dopo 15 presenze e 5 gol, arriva la grande occasione: l’Italia e il Brescia.

Delorte arriva in biancoblù tra lo stupore e lo scetticismo generale nel gennaio del 2007 insieme ad un altro sconosciuto, tale Cedric Roussel (che sarà protagonista di una delle prossime puntate...). La squadra, dopo un buon inizio con Somma in panchina, naviga nella più anonima metà classifica. Il reparto offensivo delle rondinelle può contare su Possanzini e poco più: a fargli compagnia durante la stagione saranno Colombo, Serafini, Maccan, Cerci, Alfageme, Alberti, nomi non certo altisonanti. La società “rinforza” la rosa con l’acquisto del granatiere argentino, affidandogli la maglia numero 30 e sostituendo dalla 26° giornata Somma con Cosmi. Il tecnico perugino, appena giunto a Brescia, non riesce a spiegarsi la presenza in rosa di un giocatore come El Flaco, che godrà quindi di una considerazione pari a 0. La stagione termina con il 6° posto per il Brescia, posizione che varrebbe i playoff, che non vengono tuttavia disputati a causa del distacco di 10 punti tra le prime tre classificate e le squadre seguenti, che permette a Juventus, Napoli e Genoa di andare a braccetto direttamente nella massima serie.

Delorte trascorre la sua esperienza italiana da assiduo frequentatore della tribuna del Rigamonti: per lui in 5 mesi zero minuti in campo.

Chiusa la parentesi in terra bresciana, l’argentino ritorna in patria, nelle fila dell’Argentinos Juniors. Con la camiseta rossa dei Bichos Colorados vive un campionato da protagonista, con 32 presenze e 8 reti. I tifosi della squadra che lanciò Maradona ricordano ancora oggi una sua grande prestazione nella partita vinta per 3-2 alla Bombonera di Buenos Aires contro il Boca, quando firma un assist e due gol, uno dei quali con una sensazionale incornata di testa da fuori area.

Il buon campionato in Argentina gli vale una nuova chiamata dall’estero per la stagione successiva, 2008/2009: questa volta è la Grecia la sua destinazione, precisamente l’Aris Salonicco. Anche in terra ellenica non riesce purtroppo a sfondare: solo 5 partite e nessuna rete all’attivo.

A questo punto El Flaco capisce che l’Europa non fa per lui e a gennaio 2009 torna in Sudamerica, accasandosi al Deportivo Tachira, squadra venezuelana con la quale gioca solo 6 partite in campionato e 3 in Copa Libertadores, senza mai andare in gol.

Chiusa anche questa esperienza negativa, ormai passati i 30 anni, Delorte opta per il più classico dei ritorni alle origini: rifiuta una buona offerta dell’Independiente Rivadavia e torna al club che lo ha lanciato, l’Olimpo di Bahia Blanca, nella serie B argentina. Il gigante di Cabildo ritrova qui la sua dimensione: in questa stagione sono 19 le sue presenze e 7 i gol realizzati, numeri che lo rendono uno dei giocatori più rappresentativi della squadra e più amati dalla tifoseria Aurinegra.

 

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