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Brescia: dov'è finito... Alejandro Correa?

Brescia: dov'è finito... Alejandro Correa?
autore
Angelo Rota
martedì 11 maggio 2010, 17:41Le nostre esclusive

Dodici partite. Non si tratta della durata di un torneo estivo di calcetto, ma dell’intera esperienza di Alejandro Correa con la maglia del Brescia, distribuita in 3 mezze stagioni.

Nato il 26 ottobre 1979 a Montevideo, capitale dell’Uruguay, Correa (al secolo Alejandro Adrián Correa Rodríguez) inizia la sua carriera da calciatore nelle giovanili del Nacional Montevideo, la squadra più blasonata del suo Paese, che vanta ad oggi in bacheca 42 titoli nazionali, 3 coppe Libertadores e 3 coppe Intercontinentali.

Il giovane centrocampista si mette in luce con la maglia dei Bolsos, tanto da meritarsi la convocazione nella nazionale under 20 dell’Uruguay, con cui partecipa ai mondiali di categoria del 1999 in Nigeria, piazzandosi al 4° posto finale.

Nel 2000 passa al Deportivo Maldonado, squadra che milita allora nella massima serie uruguagia. Con la camiseta verdirroja gioca una buona stazione, collezionando 26 presenze e 2 reti.

Correa ha solo 21 anni ed ecco che arriva la chiamata del grande calcio: il Brescia, neopromosso in serie A ed affidato a Carlo Mazzone, lo fa arrivare in Italia. La scelta appare inspiegabile ai tifosi delle rondinelle, che annoverano nella loro rosa centrocampisti centrali come Bisoli, Giunti, Yllana, Guana, i Filippini e Javorcic, protagonista di una delle precedenti puntate. Il tecnico romano lo impiega col contagocce e nel mercato di gennaio anche un nuovo centrocampista centrale in prestito dall’Inter, un certo Andrea Pirlo, suo coetaneo ma giocatore di un altro spessore. Nonostante lo scarso utilizzo, il centrocampista uruguagio rimane a Brescia anche nella stagione successiva, quando a Brescia arrivano giocatori del calibro di Matuzalem e, udite udite, Pep Guardiola. Ovviamente lo spazio per lui si riduce ulteriormente e Correa, dopo 6 presenze totali in un anno e mezzo, nel mercato di gennaio 2002 viene ceduto in prestito alla Fermana, società che milita in serie C1 con cui colleziona nella seconda metà del torneo 2001/2002 un totale di 7 presenze e 0 reti.

All’inizio della stagione 2002/2003 torna a Brescia, ma all’ombra del Cidneo, partiti Guardiola e Yllana, è arrivato Stephen Appiah. Dopo 6 mesi in cui scende in campo una sola volta e solo per pochi minuti, Alejandro accetta di nuovo di andare in prestito, scendendo di nuovo di categoria ed accasandosi al Martina Franca, società neopromossa in serie C1. Con i pugliesi, Correa vive una buona parentesi, giocando 12 partite, segnado un gol e sfiorando la promozione in B con la sconfitta nella finale playoff contro il Pescara ed il respingimento della richiesta di ripescaggio in serie B, concesso invece alla Fiorentina per meriti sportivi.

Chiusa comunque positivamente l’esperienza in Puglia, Correa torna a Brescia per la stagione 2003/2004, sperando di trovare maggior spazio. Ma negli ultimi giorni di mercato il centrocampo del Brescia, che ha perso Appiah ceduto alla Juventus, si arricchisce di elementi come Mauri, Brighi e Colucci. Anche il nuovo tecnico Gianni De Biasi lo considera poco, tanto che la società cerca di liberarsi di lui nel mercato di gennaio, senza tuttavia riuscirvi. L’annata si conclude con 5 spezzoni di gara e 0 gol, numeri che convincono l’ormai 25enne Correa a far ritorno in Uruguay: la sua esperienza italiana si chiude mestamente con 12 presenze e 0 reti in A e 19 presenze e 1 gol in serie C1, numeri che non sembrerebbero dare una grande spinta alla sua carriera. Il Brescia, per l’ultimo anno del contratto, lo cede in prestito ad un’altra grande dell’Uruguay, il Peñarol di Montevideo. In giallonero resta per una stagione e mezza, con fortune alterne.

Nel 2006 Correa inizia una sorta di pellegrinaggio che lo porterà, negli anni successivi, a vestire le maglie di club sudamericani non di primissima fascia: il primo di questi è il Central Español, formazione di Montevideo che milita nella massima serie e con la quale disputa solo il torneo Clausura 2006. Successivamente si sposta, sempre in Uruguay, al Tacuarembó. Nelle stagioni 2007 e 2008 torna a Montevideo e gioca con la maglia gialloverde del Cerrito, mentre nel gennaio 2009 si trasferisce al Rocha, formazione con cui retrocede in seconda divisione dopo 10 presenze ed un gol. Nel luglio 2009 ritorna nella massima serie uruguagia, con la maglia del Cerro Largo.

Correa sembra aver dunque trovato la propria dimensione nelle formazioni di medio-bassa classifica del proprio Paese d’origine ma, anche se i tifosi del Brescia avranno un ricordo molto vago di lui, ricorderà per sempre con orgoglio e racconterà ai suoi nipoti i tempi in cui condivideva lo spogliatoio con un certo Roberto Baggio.

 

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