Brescia, Caldirola: "Solo un piccolo calo"
Otto gol subiti nelle ultime 6 partite. Per una squadra che nelle precedenti 10 non ne aveva incassato nemmeno uno, il trend è preoccupante. Presto per far suonare l'allarme in casa-Brescia: la gestione-Calori è sempre da record, presa nel suo complesso (34 punti in 16 giornate, più di 2 in media a incontro). Ma un motivo ci deve essere, se la difesa che non buscava mai si fa bucare ininterrottamente da oltre un mese. Il bunker non è diventato un colabrodo, ma gli spifferi ci sono e vanno studiati. «Qualcosa di normale - sostiene Luca Caldirola, difensore classe '91, sempre e comunque fra gli elementi più affidabili della squadra-. Quello che stavamo facendo prima sì che era fuori dall'ordinario. Qualcosa di eccezionale. Nessuna squadra aveva fatto niente del genere, in Europa, in questa stagione. Può capitare di incassare qualche gol, ogni tanto». Calo normale, dopo tanta gloria? «Esatto: un calo normale». Da cosa nascono i gol incassati? «Nostre disattenzioni, più che meriti altrui. E' un momento di sbandamento, quello che abbiamo accusato. Niente di più. Può succedere, ripeto. Certo a questi livelli si viene subito puniti. Dunque dovremmo evitare, a cominciare da questa trasferta sul campo dell'Ascoli». Cosa ha lasciato la strigliata di Calori? «Non parlerei di strigliata. L'allenatore ci ha mosso un appunto. Ci ha dato consigli. Abbiamo avuto un momento di sbandamento contro la Samp, dobbiamo fare una gran partita ad Ascoli.
Remiamo tutti nella stessa direzione». Tanti giocatori hanno alle spalle una serie notevole di partite consecutive. Il discorso vale anche per Caldirola. Si sente stanco? Avrebbe bisogno di una pausa? «Sinceramente? No. Sono giovane, non sono stanco». Anche se nel suo caso ci sono pure le chiamate dell'Under 21? Sabato gioca ad Ascoli, domenica parte per la Scozia con la nazionale. «Nessun problema. Se queste cose non le fai a vent'anni, difficilmente potrai a 30 o a 35. Le partite ravvicinate sono difficili da gestire. Bisogna amministrare le forze, controllarsi a dovere. Ma non sono stanco e non ho bisogno di riposo». Lei appartiene all'Inter, che ha imboccato un nuovo corso giovane con Stramaccioni. Uno stimolo in più nel sogno di tornare alla casa madre? «Uno stimolo, certo, può esserlo. Ma io penso solo al Brescia». Mancano 7 partite: speranze playoff? «Le speranze ci sono. Dobbiamo ragionare partita per partita. Sono 7 finali. Ce le giocheremo. Abbiamo il piccolo vantaggio dei confronti diretti in casa con Sassuolo e Varese. Faremo il possibile».


