Bari, Lamanna: "Uno stimolo l'eredità di Gillet"
Per il Bari ed i baresi sarà difficile dimenticare d'un tratto le prodezze di Gillet, che, dopo 11 anni, ha interrotto la sua avventura nel club biancorosso, il quale si è cautelato con un importante ed interessante innesto in prospettiva, ovvero Eugenio Lamanna.
Il portiere, giunto in prestito dal Genoa, è stato il migliore in campo nella sfida di Tim Cup contro lo Spezia, autore di due parate salva-risultato, che, a tanti, hanno fatto ricordare i miracoli di Gillet. Il numero uno biancorosso, si è presentato quest'oggi in sala stampa, dove ha dichiarato: "Ho sempre detto che il peso dell'eredità di Gillet è un motivo d'orgoglio per dare qualcosa in più per la squadra, ma anche di tentare di coprire bene quel ruolo che è stato del portiere belga per tanti anni".
Smaltita la soddisfazione per il passaggio del turno in Coppa, in casa Bari si è tornati a lavorare per preparare il prossimo impegno con l'Avellino, ultimo ostacolo prima di aprire il grande ballo della Serie Bwin, con il match in casa col Varese: "Stiamo lavorando per passare il turno - dice Lamanna - Poi ci sarà il campionato con 3 partite in 7 giorni, ma prima dobbiamo pensare all'Avellino. Noi - prosegue - teniamo sempre a tutto, anche perchè sarebbe bello passare il turno e trovare una grande squadra come il Genoa, o la Nocerina, nostra avversaria in campionato".
In queste prime gare stagionali del Bari, i biancorossi hanno subito un solo gol (in amichevole contro il Feralpi Salò, ndr), segno che il reparto arretrato è uno dei più collaudati e, in tal senso, si è avuto una prova nella gara contro lo Spezia. A tal proposito, Lamanna afferma: "In linea di massima abbiamo subito poco. Quando c'è l'apporto di tutti, è più semplice fare sia la fase difensiva che quella offensiva".
Infine, sul curioso cerchio con conseguente grido, in puro stile di una squadra di basket, il numero uno del Bari ha detto: "C'è un nostro grido e l'abbiamo fatto. Di solito, lo si fa in tutte le squadre o nello spogliatoio o sul campo. Noi - conclude - abbiamo preferito farlo vicino alla panchina".


