Ascoli, Di Donato: "Ora la strada è quella giusta"
Il capitano bianconero Daniele Di Donato si “confessa”. Il centrocampista tira un bilancio dell’anno solare che se ne è appena andato, svela le speranze del 2012 e parla anche del suo futuro.
Di Donato, si può definire un 2011 dai due volti?
“Sicuramente si, è stato positivo fino a giugno, fino al termine del campionato con quella strepitosa salvezza che prima dell’arrivo di Castori sembrava irraggiungibile. Sono stati sei mesi intensi, siamo riusciti a raggiungere la salvezza senza passare per la lotteria dei playout, se siamo qui a parlare ancora dell’Ascoli in serie B lo si deve anche a quella cavalcata”.
Sei mesi intensi, prima della grande paura: siete passati dalla gioia all’incubo del calcio scommesse e a tutte le traversie estive.
“Si, siamo passati dalla grande emozione della permanenza in cadetteria, allo sconforto, alla paura di essere colpiti ingiustamente per una cosa di cui noi non avevamo nessuna colpa. Si è temuto anche per l’iscrizione al campionato”.
Ma la punizione più pesante era in agguato…
“Infatti è arrivata la penalizzazione di ben dieci punti che ci è costata davvero cara”.
Avete comunque iniziato il campionato alla grande, azzerando la prima parte di penalizzazione.
“E questo ci è costato parecchio in energie fisiche e mentali, dopo tanto rincorrere abbiamo visto la meta e in noi è subentrata una sorta di rilassatezza, E senza rendercene conto ci siamo ritrovati ad un passo dal baratro”.
Un atteggiamento che però è costata la panchina a Fabrizio Castori, il tecnico che vi aveva guidati alla salvezza
“Purtroppo è così, ci è dispiaciuto molto per il mister...”.
Al posto di Castori è arrivato Massimo Silva, due tecnici completamente diversi nel carattere, è d’accordo?
“Non potrei non esserlo. Anche l’anno precedente avevamo avuto due allenatori molto diversi: abbiamo iniziato il campionato con il tranquillo Gustinetti poi è arrivato il grintoso Castori. Questa volta la rotta è stata invertita siamo passati da un tecnico vulcanico ad uno molto pacato”.
Secondo lei serviva invertire la rotta?
“I risultati dicono questo, abbiamo ripreso a correre ed ora siamo più vicini alla salvezza”.
Se dovesse dare un voto alla squadra?
“Darei più della sufficienza”.
E alla società?
“Anche, sta facendo la sua parte nel migliore dei modi e con grossi sacrifici. Siamo ancora vivi e questo è molto importante. A sparire, a cancellare una storia ci vuole solo un attimo. Invece la proprietà sta sistemando i bilanci”.
Il presidente Benigni è più vicino al gruppo, quanto è importante tutto questo?
“Tantissimo, non l’abbiamo mai visto così presente. Ha raddoppiato gli sforzi. Quello che conta è che l’Ascoli esiste ancora e continui ad esistere”.
Merita la sufficienza anche al pubblico?
“Nella prima parte dell’anno ci è stato molto vicino, poi è chiaro che quando i risultati non arrivano… Per noi il supporto del pubblico è importantissimo, dopo questi ultimi risultati positivi la gente si sta riavvicinando alla squadra. Adesso sta a noi trascinare i nostri tifosi e riportarli alla stadio”.
Cosa si aspetta dal nuovo anno?
“La salvezza e poi continuare a far bene con questa maglia, di avere la possibilità di divertirmi ancora, come ho fatto finora”.
Forte anche della sua esperienza?
“Mi sento ancora un ragazzino, ho tutta l’intenzione di giocare per parecchio tempo”.
Con l’Ascoli?
“Naturalmente”.


