L'Arena - Guardalben: "All’Hellas volevo restare di più, a Modena ho capito che era finita. Io e il Male a Parma? Che aneddoti..."
Marco Lombardi
«All’Hellas volevo restare di più, a Modena ho capito che era finita. Io e il Male a Parma? Che aneddoti...», titola L'Arena.
Intervista di Riccardo Verzè all'ex portiere di Verona, Modena, Parma (e tante altre) Matteo Guardalben.
VERONESE A VERONA. “Bello ma pesante. Tutti i miei amici erano tifosi, mi ricordo una grande responsabilità. Ti fa crescere prima: ero giovane ma ero uno di quelli che quando le cose andavano male ci metteva la faccia. Ma ho ricordi stupendi: ho realizzato per una parte della mia vita un sogno: da bimbo andavo a vederli giocare in amichevole a Legnago o a Cerea e stavo li ad aspettare i giocatori col mio fogliettino per farmi fare un autografo. Abbiamo vinto la B con Perotti, poi con Cagni ho esordito in A. Se tornassi indietro starei di più: sono andato via solo per storie di contratto [...]”.
MODENA. “Fattori, che è il braccio destro di Bonato, mi ha detto che hanno una bella squadra. Modena è stata la fine della mia carriera: ero un uomo di 39 anni, arrivavo da un infortunio grave e non ero più me stesso, di fisico e di testa. Non avevo più la determinazione e la presunzione di prima, invece nel calcio devi avere la mente da “pesciolino rosso”, scordarti subito quello che succede. Sono andato in crisi come persona, ho iniziato ad ascoltare troppa gente e ad entrare in confusione. Li osservando i ragazzi ho capito che non era più il mio mondo [...]".
PARMA E MALESANI - Guardalben ha ricordato come con il tecnico parlassero in dialetto veronese. Un episodio memorabile, citato da Guardalben, mette in luce il carattere notoriamente sanguigno e passionale di Malesani: Supercoppa Italiana del 1999 vinta contro il Milan a San Siro, il tecnico si fece trascinare dall'adrenalina al punto da tirare l'acqua in faccia ai milanisti direttamente davanti alla panchina avversaria. Nonostante i modi talvolta eccentrici, Guardalben ha inserito Malesani tra i migliori allenatori della sua carriera, insieme a Sacchi, Ancelotti e Novellino.


