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LE STORIE DI TUTTOB - Dai campi polverosi di provincia alla Serie B: la favola di Ivan Francesco Alfonso

18.04.2019 19:00 di Redazione Milano   articolo letto 2530 volte
LE STORIE DI TUTTOB - Dai campi polverosi di provincia alla Serie B: la favola di Ivan Francesco Alfonso

Immagina di chiudere gli occhi. Di ripensare ai tuoi 19 anni. La passione per il calcio e quella voglia di crederci ancora, nonostante tutto e tutti. I campi di periferia li conosci già tutti. Non c’è granello di terra che non conosca il rumore dei tuoi tacchetti. Non c’è panchina di provincia o periferia che non ti abbia visto saltare in aria per un gol di un avversario o sorridere compiaciuto per la sforbiciata del tuo numero 9. Magari è proprio in quel preciso istante che pensi e ripensi. E forse la paura di non farcela, di restare confinato in quei campi di provincia diventa il tuo primo nemico. Lo so. Sono in tanti che ti dicono che non potrai mai farcela. Sono troppi quelli che ti dicono che ce la farai m sono pronti ad aspettarti sul varco della prima caduta. Già. Riapri gli occhi.  

Nel calcio esistono delle storie che non sono fatte di gol al 90°. Esistono degli istanti che non valgono i palloni messi in mezzo. Non valgono le botte all’incrocio. Non valgono notti in cui da quella difesa potrebbe non passare nessuno. Hai riaperto gli occhi ma è come se li avessi di nuovo chiusi. L’odore della terra battuta, il rumore delle macchine che passano di fianco al campo adesso però ha un sapore diverso. Non hai gli occhi chiusi e allora ti guardi bene intorno: sei davanti ai 20 mila dello Stadio Angelo Massimino. Nel petto indossi abiti marchiati con un vecchio pallone ed un elefante. Tutto esaurito in una notte di Serie C che sa di rivalsa sociale. Per un’intera tifoseria, per un’intera città. Perché in quella notte di mezza estate, in fondo sai che tutto questo ha l’incredibile sapore di rivalsa anche per te.

 La storia che tra le righe stiamo raccontando è quella di Ivan Francesco Alfonso, catanese classe ’89, giovane tecnico che sta scalando i gradoni del nostro calcio partendo proprio dai campi polverosi di provincia. La sua favola inizia da lontano, quando nella stagione 2008/09 siede sulla prima panchina della sua vita con i giovanissimi della Streght Football. Le esperienze da istruttore di scuola calcio, la crescita professionale ed umana legata a questo percorso lo portano nel breve ad essere uno dei giovani tecnici più promettenti dell’hinterland, grazie alla determinazione di voler arrivare a raggiungere a tutti i costi grandi traguardi. Tutto è stato fatto in funzione di questo: la laurea in scienze delle attività motorie prima, il patentino da allenatore Uefa B poi, passando per il tanto lavoro di aggiornamento in materia di match analysis e mental coaching. Il duro impegno, specie se affrontato con pazienza e dedizione, ripaga sempre: così Ivan Alfonso scala le tappe della sua carriera con le collaborazioni con la rappresentativa Under 15 di Catania, la Sicula Leonzio in Promozione, e la rappresentativa femminile under 15 regione Sicilia, prima della grande chiamata della sua vita.

Mare, ombrelloni, sole, spiagge, cocktail e relax, tanto relax. Si, la Sicilia d’estate è proprio una terra invidiata in tutto il mondo, e chi vi è “indigeno” lo sa bene. È facile pensare di potersi perdere tra i mari cristallini del “sud” ragusano, o le gite fuori porta a Marzamemi. Un tuffo dall’Isola Lachea dei porti stupendi di Aci Trezza o perché no magari la settimana di ferragosto tra Panarea, Alicudi e Filicudi. Ma nel programma di Ivan Alfonso dell’estate 2016 non c’è tutto questo. E così, in un pomeriggio torrido del mese di luglio, arriva una di quelle chiamate che hanno cambiato la sua vita: quella del Calcio Catania. Per chi è catanese, cresciuto sotto l’ombra del vulcano attivo più maestoso d’Europa non potrà mai essere una chiamata come le altre. Così la scalata, non del vulcano intendiamoci, ma del calcio che conta, comincia a prendere sempre più forma. La collaborazione è con Giovanni Pulvirenti, rampante tecnico della Berretti rossazzurra e porta risultati inaspettati tanto da farsi notare nei piani alti di Torre del Grifo. Pertanto quando il vice allenatore dell’allora tecnico Pino Rigoli rescinde il suo legame con il Catania arriva la seconda chiamata che stravolgerà la sua vita: quella di collaboratore tecnico della prima squadra del Calcio Catania. La stagione è travagliata. Da Rigoli si passa a Petrone, prima di concludere l’anno con Giovanni Pulvirenti (proprio il tecnico che affiancava in Berretti). Il suo apporto è tuttavia costante e decisivo, nonostante l’altalena di risultati: oculato nel lavoro di palle inattive, soluzioni tattiche, gestione di esercitazioni sul campo e di video analysis delle gare e degli avversari.

Cambiare tutto per non cambiare niente. Lo scrive, a proposito di siciliani, Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo. Così anche l’estate 2017 è di cambiamenti in casa Catania, ma non per Ivan Alfonso, che resta nell’organigramma dello staff della prima squadra affiancando Cristiano Lucarelli ed il suo staff. L’empatia c’è, così dalla collaborazione lavorativa si passa subito ad un rapporto di stima ed amicizia. “La stagione è una bella cavalcata, fatta di grandissime soddisfazioni, ma anche di qualche periodo buio. Nel calcio ci sta”. Commenta Ivan Alfonso ai nostri microfoni. La paura dopo la sonora sconfitta di Monopoli fa vacillare, ma la fiducia viene confermata, e la stagione vene portata a compimento con una semifinale playoff dai contorni surreali, in un “Massimino” da sold-out e l’emozione di esserci, nonostante tutto e tutti, contro tutto e contro tutti. “Nel finale di stagione arrivano anche due mental coach - spiega Ivan Alfonso-. Con Eugenio Vassalle in particolare nasce un’amicizia e una collaborazione lavorativa. Nella fase dei play off lavoro a stretto contatto con i mental coach occupandomi dell’analisi degli avversari da un punto di vista psicologico e motivazionale. Alla fine tutti sanno come è andata la stgoone, ma è stata una grande esperienza”.

La crescita, la maturazione e la fame passano per un aereo. Così quando arriva la chiamata di Lucarelli, nuovo tecnico del Livorno, ad Ivan Alfonso non resta che chiudere la valigia e salire su un volo che porta dritto in Serie B. Nonostante i risultati negativi l’esperienza livornese diventa tassello fondamentale per chi ha vissuto tanti anni sui campi polverosi di periferia. “L’aria di professionismo si avverte in tutti i campi. Il contatto con giocatori di altissimo livello come Diamanti, Dainelli e Valiani diventa motivo di ulteriore crescita e professionalizzazione. Poter lavorare nuovamente con Cristiano Lucarelli, con Alessandro Conticchio e Richiard Vanigli è stato molto piacevole. I tifosi Livornesi sono molto calorosi ed ho avuto modo di conoscere tantissime persone dello staff e non solo che si sono dimostrate cordiali e disponibili”.

Il 30 giugno 2019, fra pochi mesi, il contratto con il Livorno scadrà ed è auspicabile che un curriculum come quello di Ivan Alfonso non resti a lungo sulle scrivanie del nostro calcio, per chi si è fatto conoscere repentinamente per preparazione ed attenzione ai minimi particolari, come collaboratore tecnico ma anche come allenatore. E chissà se magari quest’ultima strada citata non sia nuovamente alle porte, con qualche esperienza in più stavolta, di chi è riuscito a passare da quei campi dove i tacchetti si immergono nel fango ai verdi prati di Serie B, in una parabola da sogno, che però, siamo certi essere ancora solo all’inizio.


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