ESCLUSIVA TB - Zamparini: “Hernandez potrebbe partire. Con Gattuso ho sbagliato, sto costruendo il nuovo Palermo con Perinetti e Iachini”
Il cammino che la sua squadra sta portando avanti è sulla bocca di tutti, per la netta superiorità che contraddistingue i suoi rispetto alle avversarie. Maurizio Zamparini, patron del Palermo, intervistato in esclusiva da TuttoB.com, ha parlato delle prossime gare e dei progetti per il futuro, in vista della quasi certa promozione in serie A.
Presidente, che derby sarà quello di sabato con il Trapani, che sta facendo un grande campionato?
“Tutte le neopromosse stanno facendo un ottimo campionato, dal Latina all’Avellino, al Trapani, per cui sarà certamente un bellissimo derby”.
Lei ha sempre avuto la fama di essere un ‘mangia allenatori’, però quest’anno l’arrivo di Iachini al posto di Gattuso ha portato i risultati sperati. Cosa è cambiato con il nuovo tecnico?
“Sicuramente l’esperienza che Iachini ha messo a disposizione della squadra, visto che ha già ottenuto tre promozioni dalla B alla A. Oltre ad avere grande esperienza, Iachini è anche un grande motivatore. Avevo fatto un errore di valutazione ad inizio stagione perché voglio bene a Gattuso, però a lui manca l’esperienza di Iachini, anche se sono certo che diventerà col tempo un grande allenatore”.
Parlando di mercato, è possibile a fine stagione la partenza di Hernàndez? E’ vero che il giocatore vuole andare via?
“Hernàndez è corteggiato da diverse squadre, per cui uno dei possibili partenti potrebbe essere lui, ammesso che ci siano le condizioni giuste. Io non credo che lui voglia andare via, però è al Palermo da 4 anni e quindi è probabile che lo facciamo andare in una nuova realtà, come è già successo in passato con Cavani e Pastore. Anche perché noi in quel settore siamo coperti”.
Si è parlato di un ritorno di Foschi e dell’interessamento da parte del Sassuolo nei confronti di Perinetti. Potrebbe andare via anche lui?
“Foschi certamente non ritornerà, sono tutte voci che vengono messe in giro senza motivo. Per quanto riguarda Perinetti, ho sentito dell’interesse da parte del Sassuolo, ma non ne ho neanche mai parlato con lui, perché io e il direttore stiamo costruendo la squadra per l’anno prossimo”.
Come sarà il nuovo Palermo?
“Sarà un Palermo con l’ossatura attuale e con gli innesti giusti per la serie A”.
Ci sono degli errori che riconosce di aver commesso in passato e che non deve ripetere per rimanere in serie A?
“Intendo misurarmi con il Palermo che andò in serie A con Guidolin, al quale questo somiglia molto. Faremo la stessa politica di allora”.
Un’ultima domanda: Perinetti tempo fa ha parlato di una preoccupante disaffezione da parte dei tifosi nei confronti del Palermo. Cosa pensa di fare per questa situazione?
“E’ sempre stato così. Basti pensare che il primo anno che siamo andati in Coppa Uefa e affrontavamo lo Schalke 04, che non è una squadra da nulla, in casa riuscimmo ad arrivare solo a 8000 spettatori, mentre in Germania c’erano 50000 persone, questa è la differenza. E noi ospitavamo lo Schalke 04, mentre loro la neopromossa Palermo. Però questo non è un problema del pubblico palermitano, è il risultato dei disagi creati in tutta Italia dall’introduzione dei tornelli e del pre-filtraggio dei tifosi. Oggi quando si va allo stadio sembra di andare in galera o in guerra, soprattutto in provincia, perché si deve partire 5 ore prima, e questo stanca la gente. Da questo punto di vista siamo un Paese da terzo mondo, dove i diritti dei cittadini vengono calpestati. Con la scusa di quei 10-15 teppisti, che tra l’altro a Palermo non si sono mai visti, viene danneggiato il restante 99% del pubblico che viene allo stadio. Il motivo più grande della disaffezione è questo, che deriva dalla falsa demagogia di politici del terzo livello. Quando si fanno gestire gli eventi calcistici alla polizia, allora il nostro diventa uno Stato di polizia. Sicuramente questo Paese deve tornare alla normalità e una delle prime cose da fare è punire i colpevoli ed eliminare questa sorta di coprifuoco che danneggia tutti i cittadini”.


