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ESCLUSIVA TB - Taccone (Pres. Avellino): “Promesso premio per la A. Tengo i miei gioielli in caso di promozione. Rastelli e De Vito? Restano entrambi”

ESCLUSIVA TB - Taccone (Pres. Avellino): “Promesso premio per la A. Tengo i miei gioielli in caso di promozione. Rastelli e De Vito? Restano entrambi” TuttoB.com
© foto di Federico Gaetano
autore
Francesca Simonelli
mercoledì 12 marzo 2014, 17:00ESCLUSIVE TB

Una delle maggiori rivelazioni di questa serie B è certamente l’Avellino. La squadra allenata da Massimo Rastelli, alla sua prima stagione nel campionato cadetto, è attualmente quarta in classifica, in piena zona play-off, ed è reduce dalla fondamentale vittoria ottenuta sul campo della seconda della classe Empoli. Ne abbiamo parlato in esclusiva con il Presidente della compagine irpina, Walter Taccone, che ha esposto i suoi progetti per il futuro.

Presidente, ci conferma la notizia che ha promesso un premio alla squadra in caso di promozione in serie A?

“Sì, i ragazzi meriterebbero ovviamente di essere premiati per un eventuale passaggio di categoria, questo è scontato. Del resto non sono l’unico ad aver fatto questa cosa, credo che tutti i presidenti abbiano già messo in cantiere la possibilità di dare un premio promozione. E’ una dinamica diffusa nel mondo nel calcio e mi sembra un ragionamento corretto da fare. Il nostro campionato, d’altro canto, è ad una chiave di svolta, perché veniamo da una vittoria significativa e abbiamo adesso una trasferta fondamentale sul campo del Bari, che è un grande club e sarà particolarmente agguerrito, viste le vicende societarie che sta purtroppo attraversando. Dopo i pugliesi ci aspetta un’altra partita difficile con lo Spezia. Queste due gare, insieme a quella di Empoli, ci daranno il quadro esatto di quello che potrebbe essere il futuro dell’Avellino Calcio”.

Ci può aggiornare su quale sarà il futuro di Izzo, Zappacosta e Galabinov, corteggiati da diversi club di serie A?

“Il futuro dei calciatori è in stretta simbiosi con quello dell’Avellino, perché se dovessimo riuscire ad ottenere la promozione, tenteremmo in tutti i modi di tenere i ragazzi con noi, parlandone chiaramente con le società con cui abbiamo la comproprietà, ovvero il Napoli per quanto riguarda Izzo, e Atalanta e Fiorentina per quanto riguarda Zappacosta e Bittante. Il discorso di Galabinov è diverso, non nascondo che abbiamo avviato una trattativa con il procuratore del giocatore ed il Livorno. Credo però che ora la cosa si sia un po’ arenata, perché dipende da quello che farà il Livorno l’anno prossimo. Io immagino, ma è solo una mia ipotesi, che se la squadra toscana dovesse disgraziatamente retrocedere, cercherà sicuramente di prenderlo; se al contrario dovesse salvarsi, come io mi auguro, allora potremmo trovare un accordo per un prestito con diritto di riscatto o per una comproprietà, cosa di cui ho già discusso con il dg del Livorno. Mi farebbe piacere trattenere Andrey, perché è un ragazzo che ho voluto fortemente e ho valorizzato, venendo anche ben ripagato da lui, che sta facendo un grande campionato”.

Parlando sempre di futuro, che mi dice del suo tecnico, Massimo Rastelli, e del direttore sportivo De Vito, che stanno ottenendo ottimi risultati?

“Vorrei innanzitutto precisare che il dottor De Vito non è l’unico direttore, visto che collabora con il dg, che è mio figlio (Massimiliano Taccone, ndr), il quale è chiaramente confermato, nonostante abbia ricevuto offerte da altre società. Il nostro direttore sportivo, Enzo De Vito, resterà con noi, perché ha un contratto triennale e non credo che abbia voglia di lasciare Avellino, non solo per motivi personali, ma anche per il rapporto di fratellanza che lo lega alla mia famiglia. Anche Rastelli ha un contratto triennale e il suo futuro dipende solo da lui, non certo da me, perché se l’Avellino andasse in A è chiaro che sarebbe felicissimo di rimanere; al contrario, se dovessimo rimanere in B e gli arrivassero richieste importanti, dovremmo sederci a tavolino e vedere se abbiamo le condizioni per farlo andare via. Va considerato che il tecnico ha un contratto con noi, quindi dovremmo discutere con le eventuali società in questione, perché l’allenatore non è libero di andarsene come e quando vuole se c’è un contratto. Vedremo insomma a fine stagione se io e lui saremo felici di continuare insieme, che sia in serie B o, magari, in serie A”.

Cosa significherebbe per lei portare l’Avellino in serie A?

“L’Avellino in serie A sarebbe un sogno coronato dopo circa 30 anni, significherebbe l’entusiasmo di un’intera provincia, perché Avellino è una città piccola, ma ha una provincia molto estesa, con 500mila abitanti. Sarebbe un sogno per loro e per me, che mi vanto di essere il primo tifoso dell’Avellino. E’ inimmaginabile, comunque, discutere ora del nostro eventuale futuro in serie A. Siamo chiaramente una ‘Cenerentola’, siamo partiti da tale anche in serie B, quindi non oso immaginare cosa significherebbe rappresentare la città in un campionato importante come quello di serie A”. 

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