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ESCLUSIVA TB - Possanzini: “Bernardeschi, Belotti e Pavoletti, siete da A. Brescia, annata disgraziata. Vi racconto i miei giovani…”

ESCLUSIVA TB - Possanzini: “Bernardeschi, Belotti e Pavoletti, siete da A. Brescia, annata disgraziata. Vi racconto i miei giovani…” TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
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Redazione Milano
martedì 1 aprile 2014, 00:00ESCLUSIVE TB

La redazione di TuttoB.com ha contattato in esclusiva Davide Possanzini, allenatore degli Allievi Nazionali del Brescia, nonché ex attaccante di Varese, Reggina, Torino e Palermo. Il tecnico ha commentato il campionato di serie B, analizzando in particolare la stagione del Brescia.

Mister, come giudica il campionato di serie B?

“Sicuramente è un campionato avvincente, e nonostante si dica che sta perdendo un po’ di qualità, credo che sia comunque bello da seguire e ricco di colpi di scena. Non è una sorpresa il Palermo, che ha una squadra decisamente più attrezzata rispetto alle altre. Ma il bello della serie B è vedere in alto compagini come Trapani, Lanciano, Latina, Crotone, squadre che con l’entusiasmo e l’organizzazione di gioco riescono a fare belle cose. Credo quindi che aldilà di quello che si dice, e cioè che il calcio è sceso di livello, vadano valorizzati questi aspetti, che fanno bene al nostro calcio. Mi piace vedere lì quelle squadre che si mettono in luce attraverso il bel gioco e con giovani interessanti. E’ bello anche vedere le partite, con talenti interessanti e allenatori bravi. Io la serie B la seguo da anni, visto che l’ho fatta per tanto tempo, e devo dire che mi piace. Non importa che non ci siano più i club di dieci anni fa, perché quelli di oggi esprimono bel gioco e valorizzano anche giocatori italiani, cosa davvero importante”.

A proposito di giovani talenti, c’è qualcuno che l’ha colpita tra tutti?

“Direi che Bernardeschi del Crotone è pronto per il salto di categoria, l’ho visto diverse volte anche dal vivo e mi piace molto; un altro giovane interessante è Belotti del Palermo, con cui ho giocato contro due anni fa, quando ero alla Cremonese e lui all’Albinoleffe, e mi ha impressionato. Giocatori pronti per la categoria superiore ce ne sono, poi dipende anche dalla mentalità degli allenatori, perchè per investire sui giovani bisogna rischiare, cosa che negli ultimi anni in Italia non è stata fatta. E’ ovvio che non è possibile prendere un ragazzo e vederlo già pronto al salto di categoria nel giro di un solo anno. Bisogna investire, come hanno fatto Germania e Spagna negli ultimi anni. Da questo potrebbe partire qualcosa di buono per il calcio italiano. In serie B sono tanti i giovani bravi, ma ci sono anche tanti esperti che meriterebbero una chance in serie A, e mi riferisco ad esempio a Pavoletti”.

Il Brescia sta facendo un campionato un po’ al di sotto delle aspettative, cosa non è andato secondo lei?

“E’ stato un anno disgraziato, iniziato male fin dalla preparazione estiva, con le contestazioni a Gallo, il vice di Giampaolo, poi il tecnico stesso è andato via, insomma ci sono stati tanti cambi che certamente non hanno fatto bene alla squadra. Poi ci sono stati tanti problemi, dagli infortuni alle squalifiche, che hanno spesso decimato la rosa. Insomma, è successo di tutto. Ovvio che adesso recuperare sarà dura, però nelle ultime partite, in particolare nella gara con il Siena, ho visto un ottimo Brescia, quindi alla fine credo che farà bene. E’ stato sicuramente un campionato al di sotto delle aspettative, però una stagione sfortunata può capitare”.

Lei allena i giovani del Brescia. C’è qualcuno che secondo lei farà carriera?

“Di giocatori bravi ne ho, solo che faccio fatica a parlarne, anche perché dico sempre loro che bisogna dimostrare di essere giocatori sul campo e non sulle pagine dei giornali. Però ci sono sicuramente nella mia squadra giocatori che hanno buone qualità, c’è un centrale difensivo che si chiama Semprini, un altro che si chiama Marconi, un attaccante di nome Milanese, un centrocampista che si chiama Cariello. Sono ragazzi che a mio avviso possono diventare calciatori, poi è chiaro che non si può mai dire, perché hanno solo 15 anni, quindi tutto può cambiare. Non posso dire se giocheranno in serie A o in serie D, ma sicuramente hanno le qualità per fare questo lavoro”.

Fonte Intervista di Francesca Simonelli

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