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ESCLUSIVA TB - Perinetti: "Io al Sassuolo? Non è vero nulla. Mercato, per ora solo scouting. Promozione? Sì, ma ci preoccupa la disaffezione dei tifosi”

ESCLUSIVA TB - Perinetti: "Io al Sassuolo? Non è vero nulla. Mercato, per ora solo scouting. Promozione? Sì, ma ci preoccupa la disaffezione dei tifosi”
autore
Francesca Simonelli
giovedì 3 aprile 2014, 21:00ESCLUSIVE TB

Il suo Palermo è sempre più lanciato verso la serie A ed è considerata da tutti la compagine più forte del campionato. Giorgio Perinetti, Responsabile dell’Area Tecnica del club siciliano dal febbraio 2013, comincia a raccogliere consensi anche nella massima serie. E’ di questi giorni, infatti, l’indiscrezione che vorrebbe il Sassuolo sulle sue tracce in vista della prossima stagione. La redazione di TuttoB.com ha contattato in esclusiva Perinetti, il quale ha però negato di aver avuto contatti con il club emiliano.

“Questa notizia è uscita il primo aprile, quindi ho i miei dubbi (ride, ndr). A parte gli scherzi, non c’è niente. Il mio futuro è la mia professione, dovunque mi chiamino ad esercitarla. Tutto però passa prima dal discorso Palermo, con cui lavoro oggi e spero anche in futuro. Ripeto, il mio obiettivo è lavorare, perché questa professione mi piace e ritengo di poterla ancora fare, nonostante oggi vadano di moda i quarantenni, ma non credo che la meritocrazia sia stabilita dalla carta d’identità. Io, comunque, spero di continuare a lavorare con il Palermo e ne parlerò a fine campionato con il presidente”.

Siete già a lavoro per un eventuale mercato di serie A?

“Non proprio. Diciamo che stimo seguendo alcuni giocatori, per presentare eventualmente a Iachini una serie di possibilità per l’anno prossimo. Io per ora mi limito ad un lavoro di scouting, stiamo valutando un po’ tutti i campionati, in particolare quelli un po’ “alternativi”, cioè quelli che oggi ci possiamo permettere”.

Tra questi c’è il campionato svizzero? E’ vero che state seguendo Luthi e Chikhaoui?

“Sono andato a vedere qualche partita, ma nomi in particolare non ne faccio, perché sto solo facendo una ricerca per capire quali giocatori potrebbero fare al caso del Palermo e del gioco di Iachini l’anno prossimo”.

In campionato vi apprestate ad affrontare l’Avellino, una delle sorprese di questo campionato…

“L’Avellino è una delle squadre che ha fatto meglio nel girone di andata; ha un buon gioco, merito di Rastelli, e tanti ragazzi interessanti, quindi è un avversario che rispettiamo molto e che sappiamo ci darà filo da torcere. Noi, però, siamo una squadra compatta, che vuole assolutamente chiudere la pratica promozione nel più breve tempo possibile e quindi rimane sempre concentrata. Temiamo e rispettiamo l’Avellino, ma siamo molto determinati”.

C’è qualche squadra, tra quelle che ha affrontato, che l’ha colpita in modo particolare?

“Ce ne sono diverse, perché la B è una palestra soprattutto per gli allenatori, basti pensare che se Conte non fosse partito dal campionato cadetto, non sarebbe quello che è oggi. Ci sono molti giovani allenatori interessanti, ma in particolare mi hanno colpito Drago e Rastelli. Comunque la B è un campionato sempre interessante”.

C’è qualche giovane, invece, che le piace in modo particolare?

“Ce ne sono tanti, certamente. Secondo me il problema dei giovani è che in Italia non si ha molto il coraggio di dare loro fiducia. Tendiamo ad avere tanta pazienza con gli stranieri, perché riteniamo che abbiano bisogno di tempo per ambientarsi, e poi non diamo possibilità ai nostri giovani. E questo mi sembra sbagliato. Diamo troppa pressione ai giovani, e un esempio è Destro della Roma, o Immobile l’anno scorso. Questi sono ragazzi che, se lasciati tranquilli, fanno grandi cose, e lo stanno dimostrando. Tra l’altro le risorse economiche sono talmente esigue che questa è l’unica strada da seguire”.

Qual è oggi l’obiettivo primario del Palermo, visto che la serie A ormai è quasi acquisita?

“Il nostro obiettivo primario è ovviamente la promozione in A, ma quello che ci sta più a cuore è ricompattare il pubblico, perché la disaffezione dei tifosi del Palermo oggi è un sintomo preoccupante, non solo per il nostro club, ma per il calcio in generale. Se non si recupera l’entusiasmo, credo che questo mondo stenti a ripartire. Noi stiamo facendo il possibile perché il pubblico torni. Sicuramente non è sopito l’interesse degli italiani nei confronti del calcio, e lo dimostrano i dati delle tv private, che però non servono a nulla se nel week end le tribune degli stadi sono semivuote. E’ come presentare un bel quadro con una cornice orrenda”.

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