ESCLUSIVA TB - Luca Ariatti: "Il Pescara può arrivare ai playoff. In serie B molti giovani interessanti e pronti per la A"
Il campionato di serie B si avvia alla conclusione non prima di aver suscitato moltissime emozioni negli appassionati.
Ai microfoni di Tuttob.com ha parlato in esclusiva Luca Ariatti, ex giocatore di Atalanta, Fiorentina, Lecce e Pescara, ora procuratore sportivo.
Un campionato che sarà ricordato come uno dei più movimentati?
“Credo che sia evidente il trend della serie B in cui c’è molta competizione, con tante nobili decadute: le squadre arrivate dalla serie maggiore che, Palermo a parte, fanno fatica a stare nella parte sinistra della classifica, mentre le neopromosse dalla Lega Pro si sono stabilizzate nelle parti alte. Il fatto di vedere le matricole in alto è segno del livellamento avvenuto tra serie B e Lega Pro”.
Tra le “decadute”, dal Pescara ci si aspettava di più, come mai questa stagione deludente?
“Pescara è una piazza esigente e calda che in due anni è passata dalla serie A alla serie cadetta, ci si aspettava un campionato di vertice anche dopo investimenti importanti, invece la classifica dice che le prestazioni non sono state buone portando grande malumore nei tifosi. In generale credo che il Pescara abbia tutte le caratteristiche per arrivare ai playoff e non mi stupirei se ce la facesse, la classifica è corta e ci sono ancora 15 punti a disposizione. Con la nuova formula dei playoff allargati sono in tanti a poterci arrivare, penso che in generale abbia fatto bene al campionato questa regola nuova”.
Come procuratore ha notato qualche giovane in particolare?
“Ci sono diversi giovani interessanti, ad esempio Zappacosta e Molina dell’Atalanta o Rugani, secondo me già pronti per il salto in Serie A. Negli anni precedenti la serie cadetta aveva mosso anche più soldi e trasferimenti importanti con calciatori come Berardi, Zaza, Verratti e Saponara che fecero muovere il Mercato. Mi auguro che la serie B continui ad essere d’aiuto ai giovani italiani che per sfortuna o altro non riescono a trovare il giusto spazio nelle loro squadre, il campionato cadetto è la vetrina ideale per loro, ma i club devono avere il coraggio di puntare su questi ragazzi. Faccio un esempio: l’esordio di Scuffet in Serie A è stato provocato da infortuni ai titolari, speriamo che in futuro nel calcio italiano chi punti su un giovane non lo faccia soltanto perchè costretto da cause gravi. In generale le società cercano la sicurezza nei giocatori esperti come per me fu nel Chievo e nell’Atalanta, ma bisogna credere e puntare di più sui giovani”.


