ESCLUSIVA TB - Le verità di Milanese: “Varese, con me una media punti straordinaria e tanti giovani lanciati. Futuro? Spero in Inghilterra”
I quattro punti ottenuti nelle ultime due gare hanno dato ragione al presidente del Varese Nicola Laurenza, che due settimane fa ha scelto di richiamare alla guida dei lombardi Stefano Sottili, dopo la breve parentesi targata Carmine Gautieri. Oltre che al tecnico campano, la sconfitta subita per mano del Padova era risultata fatale anche per Mauro Milanese, che dal 2011 collaborava con il club lombardo. La nostra redazione ha contattato in esclusiva l’ex ds del Varese, che ha parlato della sua esperienza e dei progetti per il futuro.
“Ho ringraziato tutti quelli con cui ho lavorato, perché i risultati sportivi ci sono stati. Oggi va di moda fare la media, e io ho visto che in tre anni abbiamo ottenuto una grande media punti, con 62 punti su 42 gare il primo anno, 60 il secondo e 39 su 29 partite in questa stagione. La sensazione che mi rimane è la soddisfazione per aver mandato tanti giocatori in serie A e aver portato in prima squadra prodotti del settore giovanile, come Barberis, Forte e Fiamozzi, così come un altro Under-20, Moreo, che ora gioca all’Entella, e Luca Miracoli del FeralpiSalò. Questi sono cinque giocatori che potranno far bene, anche come plusvalenze. Il lavoro da parte mia c’è stato, sono contento di quello che ho fatto e ci credo. In questi anni sono stato benissimo e mi sono anche affezionato alla piazza, visto che l’ho vissuta prima da giocatore, poi da agente di giocatori importanti, come Neto, De Luca e Lazaar, Grillo, Bernardini. Sono stati sei anni importanti per la mia carriera, che mi hanno fatto legare particolarmente a questa città. All’inizio di questa stagione sapevo che sarebbe stato il mio ultimo anno a Varese, che il mio ciclo qui stava per finire, anche con il passaggio della società a Nicola Laurenza. Però sono soddisfatto del lavoro svolto in questi anni”.
Del resto la gara contro l’Empoli è stata decisa da Oduamadi, che è uno degli innesti di gennaio…
“Sì infatti, ma poi Oduamadi è motivo di orgoglio anche perché porterà un po’ di Varese ai Mondiali, essendo un nazionale nigeriano. Sono molto contento per lui, perchè è un ottimo giocatore, voluto fortemente da me l’anno scorso, solo che lui preferì il Brescia, prima di tornare sui suoi passi dopo aver capito che aveva sbagliato. Le sue potenzialità erano già evidenti l’anno scorso, ora ha solo bisogno di un po’ di continuità e di far bene a Varese, per lui e per la squadra”.
Per quanto riguarda, invece, il suo futuro? Che aspirazioni ha?
“Sono andato via da Varese dieci giorni fa, per cui non ha avuto contatti con nessuno. Però mi piacerebbe fare come da giocatore, quando mi spostai al Qpr dopo l’esperienza di Perugia: vorrei fare il direttore sportivo in Inghilterra. Qualche contatto, per fortuna, mi è rimasto, quindi bisogna solo capire in quale squadra potrei andare e soprattutto come lavorare. Prima c’era il manager che era anche allenatore, ora invece il sistema sta diventando più simile a quello italiano. Questa è la mia aspirazione. Di certo, però, ora non sono nella condizione di scegliere, quindi coglierò la prima occasione buona e concreta di mercato che mi capiterà”.


