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ESCLUSIVA TB - L'intervista doppia: Andrea & Gianluca Pensabene

ESCLUSIVA TB - L'intervista doppia: Andrea & Gianluca Pensabene
autore
Francesco Becciani
lunedì 10 agosto 2015, 15:55ESCLUSIVE TB

Equipe Sicilia: un contesto di giovani, calciatori di esperienza e grande sapienza nella gestione e alla guida, il tutto coronato da giocatori senza contratto in cerca di una sistemazione. Mister Andrea Pensabene a comando dei ragazzi ha la particolarità in questo ritiro di allenare per la prima volta suo figlio Gianluca. Noi abbiamo realizzato un’intervista doppia per mettere a confronto padre-figlio dopo alcune settimane di intenso lavoro. 

 

INIZIAMO CON IL MISTER ANDREA PENSABENE

Partiamo facendo i seri: come sta andando il lavoro secondo lei qui con Equipe Sicilia?

“Abbastanza bene. È la terza settimana di lavoro, e abbiamo grande motivazione. Il gruppo è formato da grandi professionisti della Lega Pro, alcuni dell’Interregionale e altri dell’Eccellenza. I grandi fanno da traino agli altri, ma tutti sanno che qui si lavora seriamente nonostante il caldo. Secondo me essere senza contratto non è una forma di penalizzazione: il calcio sta affrontando un momento difficile con tante squadre che non si sa se si iscrivono o meno. Stare fuori ed aspettare a volte è anche un bene, perché ti da l’opportunità di capire cosa sta succedendo."

 

Tra pochi giorni vi aspetta il Trapani…

“Per noi serve dare continuità. Questa è la terza amichevole: abbiamo giocato a Catania e a Leonforte. Dobbiamo trovare ritmi e soluzioni diverse. Andiamo a Trapani e le motivazioni sono normali dato che si gioca contro una squadra di Serie B. È normale che il divario c’è e si vede, anche se domenica scorsa a Catania l’abbiamo sopperito. Oggi motivazione e voglia possono sopperire alle carenze. Cercheremo di fare una buona partita, l’importante è allenarsi al meglio."

 

Qual è la sensazione di allenare suo figlio?

“Diciamo la verità, io mio figlio non l’ho mai visto lavorare in campo. Ha fatto tutto lui da solo. L’obiettivo principale per lui resta l’università, dato che sta frequentando Scienze Politiche. In queste 2/3 settimane ho conosciuto un calciatore molto duttile ed intelligente tatticamente. Ha delle tappe saltate, ma si fa valere anche per la sua giovane età. Fisicamente è ben messo e ha buone qualità, poi dipende da lui."

 

Secondo lei si è un po’ rilassato avendo il padre allenatore della sua squadra?

“No, anzi credo che per lui sia un problema il fatto che l’allenatore sia io. Io da allenatore sono in difficoltà: se devo scegliere tra mio figlio che vale 6 ed un altro giocatore che vale 6 scelgo l’altro giocatore, per non creare difficoltà. Per lui è difficile perché se gioca si pensa subito che gioca perché è figlio dell’allenatore. Quando si è in campo non ci sono figli ne figliastri, chi merita gioca."

 

Qual’è la cosa in cui Gianluca deve ancora crescere?

“Ha delle tappe saltate. Quando hai fatto un settore giovanile, se hai avuto dei grandi maestri hai avuto questa capacità di crescere. Magari lui queste tappe saltate le ha recuperate dopo però tutto quello che fa è frutto suo, di quello che fa e della sua voglia di migliorarsi. Lui non deve fare il calciatore, si deve divertire."

 

E nella vita?

“Ringraziando Dio lui ha una mamma che è una professoressa, quindi capirà che del calcio non gliene frega niente. É la classica secchiona che poverino gli rompe le scatole dalla mattina alla sera. Le gratificazioni ci sono: è un ragazzo educato, cresciuto con certi valori, con equilibrio. È un ragazzo intelligente, non perché sia mio figlio. Mi sta dando delle soddisfazioni nello studio che per lui è la cosa più importante. Il calcio è un divertimento in questo momento per lui."

 

Suo figlio è centrocampista, ma aiuta più in casa o in mezzo al campo?

“Forse in mezzo al campo. A casa è un po viziatello perché la mamma non gli fa far nulla"

 

In campo qual’è la sua migliore qualità?

“Lo conoscendo adesso, sembra assurdo. Se sta giocando è perché sta ben dimostrando. Ha grande corsa, forte nella riconquista della palla. É consapevole dei propri limiti, sa mascherare i propri difetti. Quando un giocatore maschera i suoi difetti mettendo in evidenza i suoi pregi significa che è intelligente."

 

Se in questi giorni dovesse tirare le orecchie per qualcosa a Gianluca, per cosa lo farebbe?

“Perché magari fa sempre tardi la sera..."

Meglio studente o da calciatore?

“Sono più soddisfatto per lo studio. Lui ha un obiettivo, che è quello di riuscire a laurearsi. Il ragazzo è al secondo anno di Università, ha dato 7 materie in modo soddisfacente. Devo essere onesto e questo mi duole da ammettere: ha delle buone qualità e se avesse lavorato prima e sopperendo qualcosa non sarebbe male il ragazzo."

 

Le piacerebbe allenare suo figlio in una vera squadra?

“No. So come la pensa lui e so che non vorrebbe stare mai e poi mai con me. La vivrebbe male. Ho avuto questo stesso problema con un mio ex calciatore figlio di un amico mio, forse qualcuno si ricorda: Musella che ha giocato nel Napoli, nel Palermo.. Io avevo il figlio in rosa, mi diceva sempre che lui con suo padre professionalmente non ci voleva mai stare. É una cosa logica perché non la si vive bene. Lo spogliatoio, quando c’è da fare qualche battuta o qualche sviolinata al mister, non lo farebbe mai nessuno. Anche vivere lo spogliatoio può diventare un problema."

 

Ultima domanda: Al termine di queste esperienza ad Equipe Sicilia qual’è l’augurio che lei, da allenatore vorrebbe fare a suo figlio Gianluca?

“L’augurio è che, essendosi sacrificato come tutti gli altri, cercando di farsi valere, possa trovare una sistemazione che lo gratifichi anche dal punto di vista economico. Gli auguro che qualcuno lo possa notare. Io una mano non gliela do sotto certi aspetti, gliel’ho sempre detto, dipende da lui."

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Anche con te iniziamo con un giudizio su Equipe Sicilia: come sta procedendo il lavoro?

“Equipe Sicilia è un progetto molto serio, portato avanti da Umberto Calaiò. Ci da a tutti la possibilità di metterci in forma in vista di una nuova squadra. É un grande ambiente con grandi ragazzi, dei seri professionisti."

 

Le amichevoli sono il modo migliore di mettervi in mostra?

“Col Catania a Torre del Grifo abbiamo fatto una grande figura. Sinceramente non c’erano dubbi, visti i giocatori che abbiamo. Mercoledì andiamo a Trapani e conoscendo il gruppo faremo una grande prestazione."

 

Non è da tutti essere allenati dal proprio padre..

“Si, certe volte è un gran rompiscatole, devo fare il doppio dei ragazzi che stanno qui. È un allenatore molto preparato, non lo dico perché mio padre. Mi trovo molto bene e non ci vedo niente di male."

 

Dicci la verità, ti sei un po’ rilassato avendo il padre allenatore della sua squadra?

“Lui martella tutti, me per primo essendo suo figlio. Non c’è nessun vantaggio a mio avviso, poi la gente può pensare quello che vuole."

 

Qual’è la cosa in cui mister Andrea può migliorare?

“Dev’essere meno teorico e più pratico. Non è colpa sua secondo me, ci sono troppi corsi di aggiornamento, troppe rotture di scatole. É troppo logorroico in poche parole."

 

E da papà?

“Spero che non mi faccia perdere i capelli come a lui sinceramente. Non glien’è rimasto manco uno..."

 

Abbiamo chiesto a lui. Vediamo se indovini la risposta. Secondo te in questi giorni, se tuo padre/mister ti dovesse tirare le orecchie per qualcosa, per cosa lo farebbe?

 

“Sicuramente perché sono postulato male in campo. A casa mi corregge sempre la postura. Anche quando sono a casa si comporta come se fossi in campo.”

 

Non hai indovinato, vuoi ritentare?

“Come no? Non ne ho idea, me ne dice sempre di tutti i colori"

 

Ci racconti un episodio simpatico di mister Andrea qui ad Equipe Sicilia..

“A Stefano Acquaviva gli ha detto che ha le scarpe degli arabi perché quando tira la palla va all’indietro..."

 

Mister Andrea visto dal figlio, che padre è fuori dal campo?

“Come sempre rompe le scatole, anche se non posso dargli molto torto. Sono contento di avere un genitore come lui. Quest’oggi ci sono ragazzi a cui i genitori non interessa proprio dei figli. È un po rompiscatole ma gli voglio un grande bene. ”

 

Ti ci vedi in una vera squadra allenata da tuo padre?

“So che potrei crescere molto, ma preferirei di no. Non vorrei creare problemi."

 

Ultima domanda: C’è qualcosa che Gianluca Pensabene vuole dire al suo papà/mister Andrea Al termine di queste esperienza ad Equipe Sicilia?

“Lo ringrazio sempre per tutto quello che mi ha dato. Se ho avuto determinati miglioramenti è grazie a lui, tutto qui."

 

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