ESCLUSIVA TB - G. Maio (vice-pres. Lanciano): "La serie A? Preferisco non pensarci. Penalizzati dagli arbitri, Leone e Baroni il nostro segreto"
Adesso non ci si può più nascondere. Perché dopo aver battuto il Novara, grazie alla rete della bandiera Manuel Turchi, la Virtus Lanciano ha raggiunto al secondo posto in classifica l’Empoli. Ciò significa essere in piena corsa per la promozione in serie A. Un traguardo non preventivato, ma diventato estremamente concreto giornata dopo giornata. Insomma, con la salvezza in tasca l’ambiente frentano pensa in grande. Il giovane vice-presidente dei rossoneri Guglielmo Maio è fra i più soddisfatti di quanto fatto fino a questo momento. I segreti della sua formazioni sono Leone, uno dei migliori direttori sportivi d’Italia, e Marco Baroni, tecnico che ha portato una nuova metodologia di lavoro rispetto alla precedente gestione. Mantenendo sempre un basso profilo, Maio sotto sotto a qualcosa di grande e di importante ci pensa. E ci spera.
Il Lanciano attualmente è secondo in classifica. Avete mai pensato alla possibilità di approdare in serie A?
“Preferisco non pensarci perché sarebbe una cosa troppo più grande della nostra realtà. La cosa che mi piace è che stiamo crescendo, che stiamo consolidando questa categoria e ci stiamo togliendo tante soddisfazioni grazie ai tanti sacrifici, ai ragazzi che sono encomiabili ed il lavoro dell’allenatore che è stato favoloso.”
Cosa ha portato in più Marco Baroni rispetto a Carmine Gautieri, e non solo dal punto di vista squisitamente tecnico?
“Sono due percorsi differenti. Con Gautieri abbiamo raggiunto traguardi impensabili come la promozione in serie B e la salvezza della scorsa stagione. Baroni, che viene da una formazione diversa, ha idee e metodologie nuove, un po’ più scientifica nella preparazione delle partite e degli allenamenti, da questo punto di vista siamo cambiati. Ma Gautieri e Baroni sono due allenatori che hanno fatto benissimo qui a Lanciano.”
Quella rossonera è una formazione che segna, ed al contempo subisce poco. Il vostro miglior marcatore con 4 reti all’attivo è Amenta, un difensore. Riuscite a distribuire le marcature fra tutti i componenti della rosa, una sorta di cooperativa del gol. È anche questo il segreto del Lanciano?
“Penso di si. Per prima cosa noi pensiamo a non prenderle perché nella passata stagione abbiamo preso tanti gol per un atteggiamento più spregiudicato. Quest’anno stiamo più attenti in fase difensiva ed andiamo in gol con tutti. È un’arma in più il fatto che 16 ragazzi fino a questo momento sono riusciti ad andare in rete. Fa parte della filosofia anche tattica dell’allenatore.”
In alcune gare avete protestato per alcune situazioni arbitrali che, a vostro dire, vi hanno danneggiato. Quanti punti in più, senza questi errori, potevate avere? Quanti punti mancano?
“Partendo dal presupposto che non c’è assolutamente malafede, sono situazioni che in quei momenti ti fanno arrabbiare. Gli episodi in questione sono sotto gli occhi di tutti, se fossero stati valutati in maniera differente 4-5-6 punti in più potremmo averli. Però succede, anche se fino ad ora non abbiamo ancora avuto un rigore a favore.”
Il problema ora è rimanere con i piedi per terra oppure è giusto volare sulle ali dell’entusiasmo?
“Noi rimaniamo con i piedi per terra perché se poi facciamo proclami dobbiamo essere in grado di portarli avanti. La nostra è una squadra che sta facendo un miracolo e senza vivere patemi d’animo che non ci spettano proviamo a fare il massimo, poi solo il tempo potrà dire dove saremo in grado di arrivare. Siamo secondi, non è vietato sognare, ma dobbiamo rimanere con i piedi per terra.”
Il Lanciano ha dimostrato come è possibile spendere poco e riuscire ad essere estremamente competitivi. È il vostro merito più grande?
“Il discorso non è tanto spendere tanto o poco. L’importante è spendere bene, in base a quello che è il bacino di utenza. Noi abbiamo un grande staff tecnico, con un direttore come Luca Leone che secondo me è un fenomeno, tra i migliori in Italia perché riuscire a raggiungere determinati obiettivi con una squadra come il Lanciano non è da tutti. Stiamo spendendo bene e, quando possiamo, investiamo anche acquisendo qualche cartellino. Stiamo costruendo piano piano, la nostra società è gestita come un’impresa con investimenti oculati e strategie d’impresa che possono fare la differenza. Poi per carità è sempre il campo a decidere, ma secondo me per una città come la nostra questa è la politica giusta. E con questa leggerezza dobbiamo andare avanti.”
Con il comune avete parlato dei lavori d’adeguamento dello stadio Biondi e delle strutture dove svolgete gli allenamenti?
“Abbiamo in cantiere un centro sportivo per il quale i lavori partiranno tra qualche settimana. Con lo stadio ne stiamo parlando con il comune. Le strutture di allenamento non rispecchiano i dettami della serie B che stiamo facendo. È chiaro che le carenze ci stanno, siamo una città di 35.000 abitanti e non possiamo pretendere chissà quali strutture.”
Maio l’esigenza ora è quella di blindare sia Leone che Baroni?
“Leone sta con noi da sempre, credo che rimarrà perché tra di noi c’è un rapporto fraterno. Lui ama il Lanciano e vuole raggiungere grandi traguardi con questo club. Con Baroni ci siamo incontrati, dobbiamo sederci nuovamente anche se lui ha un contratto che in caso di salvezza si sarebbe rinnovato automaticamente. Le basi per andare avanti insieme ci sono.”


