ESCLUSIVA TB - Fascetti: "Bari, dispiace ma fallimento già scritto. Con i biancorossi 5 anni di guerre"
La notizia del giorno è certamente il fallimento del Basi, dopo 37 anni di gestione da parte della famiglia Matarrese. Anni ricchi di successi, alcuni dei quali ottenuti quando in panchina c’era Eugenio Fascetti, che ha guidato i pugliesi dal 1995 al 2001, conquistando una promozione in serie A nel 1997. La redazione di Tutto B ha contattato in esclusiva il tecnico, che raccontato gli anni vissuti a Bari, soffermandosi sulla notizia del fallimento della società.
“Mi dispiace per la società e anche per la famiglia Matarrese, perché sono persone per bene con cui mi sono trovato benissimo. Purtroppo sono cose che succedono. Stamattina ho letto su un quotidiano che il fallimento del Bari deve insegnare qualcosa, ma il Bari è fallito soprattutto per la vicenda Punta Perotti (complesso immobiliare edificato a Bari nel 1995 dai gruppi imprenditoriali Andidero, Matarrese e Quistelli e poi demolito nel 2006 perché considerato nocivo dal punto di vista ambientale, ndr), perché un danno così è duro da recuperare per una famiglia. Perciò direi che bisogna riflettere bene prima di dire che è sempre colpa del calcio”.
Crede che la società del Bari riuscirà a rinascere dalle proprie ceneri?
“Io ho vissuto sulla mia pelle l’esperienza del fallimento del Verona. Quell’anno vincemmo il campionato, perché queste cose danno forza alla società. Sicuramente ora il pubblico sarà più presente e più vicino alla squadra, e questo sarà un vantaggio. Il Verona trovò acquirenti potenti, ma anche il Bari è una piazza importante, quindi credo che non farà fatica a trovare qualcuno che rilevi la società. Che siano, però, persone serie, questo vorrei”.
C’è qualche aneddoto della sua esperienza a Bari che vuole ricordare?
“Abbiamo fatto 5 anni di guerra! (ride, ndr) Le contestazioni ci sono sempre state, però a me personalmente divertivano, mi davano forza. Io ero già un allenatore di carattere, ma questi episodi di contestazioni mi caricavano ulteriormente e io cercavo di trasferire questo entusiasmo alla squadra. Mi hanno fatto piacere, anzi probabilmente senza contestazioni certi risultati non sarebbero arrivati”.
Dove crede possa arrivare il Bari in classifica quest’anno?
“Io penso che sia una squadra giovane, con diversi giocatori interessanti. Con qeusta situazione penso che farà un bel finale di campionato”.
Come commenta il campionato di serie B, considerata la classifica attuale?
“E’ sempre stato un campionato così, e anche quest’anno ci sono 7 o 8 squadre, tolto il Palermo che è già in volata per la vittoria finale, che si equivalgono, quindi prevedo una lotta aperta fino alla fine”.
Stanno emergendo in particolare le neopromosse, che stanno ottenendo ottimi risultati…
“Mi fa piacere soprattutto per il Latina, perché ci ho abitato per tanti anni e quindi sono contento per la città, in cui sono stato benissimo”.
Come vede invece la lotta per la salvezza?
“In base alla classifica, direi che la Juve Stabia è ormai spacciata. Ci vorrebbe più di un miracolo per portare il club campano alla salvezza. Per il resto, anche lì la lotta è molto aperta. Ci sono squadre come il Novara ed il Padova dalle quali ad inizio stagione ci si aspettava qualcosa in più, visto l’organico. Insomma, il campionato è tutt’altro che scritto”.


