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ESCLUSIVA TB - Cuccureddu: “Presidenti fuori di testa, troppi esoneri in serie B. Più fiducia ai giovani italiani, molti stranieri fanno ridere…”

ESCLUSIVA TB - Cuccureddu: “Presidenti fuori di testa, troppi esoneri in serie B. Più fiducia ai giovani italiani, molti stranieri fanno ridere…” TuttoB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
autore
Francesca Simonelli
martedì 8 aprile 2014, 12:14ESCLUSIVE TB

La redazione di TuttoB.com ha contattato in esclusiva l’ex allenatore di Grosseto, Crotone e Pescara, Antonello Cuccureddu, che ha commentato il campionato di serie B, tra sorprese e conferme.

Quali squadre l’hanno impressionata in questo campionato?

“A parte il Crotone, che sta facendo cose straordinarie, le sorprese sono il Latina, il Trapani, lo stesso Avellino, tutte squadre, insomma, partite per salvarsi e ritrovatesi poi ad essere protagoniste del campionato. Sono venute a mancare squadre come il Pescara, che prima della batosta di sabato a Brescia si stava riprendendo, ma comunque è lì a rincorrere, o anche lo stesso Brescia, il Varese, che erano partite per vincere e poi si sono perse. Ora le protagoniste sono le compagini di ‘seconda fascia’”.

Ci sono anche Siena e Bari, che nonostante le difficoltà societarie stanno facendo un grande campionato…

“Il Bari sta vivendo un momento molto difficile dal punto di vista societario, ma nonostante questo domenica ha travolto l’Empoli, squadra destinata a salire di categoria, quindi sta facendo ottime cose. Per quanto riguarda il Siena, avevo previsto che avrebbe lottato per la promozione. Ora mancano nove partite e sicuramente i bianconeri saranno protagonisti fino alla fine, anche se bisogna vedere se Avellino, Crotone e Latina riusciranno a mantenere l’attuale posizione di classifica”.

Qual è secondo lei la seconda squadra, dopo il Palermo, quotata per la promozione diretta?

“Ci metterei l’Empoli, però bisogna stare attenti al Siena, lontano 5 punti, che sono pochi, soprattutto per la serie B”.

C’è qualche giocatore, magari giovane, che l’ha colpita in modo particolare?

“Mi viene in mente il terzino dell’Avellino, Zappacosta, ma ce ne sono tanti. Io credo che si debba dare fiducia ai giovani, ma in Italia è difficile, perché si vuole tutto e subito. E’ brutto vedere che ci sono Under 21 che giocano all’Estero, basti pensare che ci siamo fatti scappare un giocatore come Verratti, che ora fa la Champions League con il Psg. Purtroppo in Italia abbiamo questa mentalità, abbiamo importato stranieri che fanno ridere e poi non facciamo esordire i nostri giovani. Le nostre società devono mettersi in testa che anziché prendere sempre giocatori stranieri, che spesso non fanno neanche la differenza, spendendo magari anche di più, devono credere nei giovani, facendo programmazione e curando i settori giovanili. Questo bisogna fare”.

Come giudica invece l’atteggiamento diffuso tra le società italiane di cambiare spesso allenatore?

“Non si dà la possibilità ai tecnici di lavorare. Mi è piaciuta, in questo senso, l’intervista rilasciata da Erik Thohir, il quale ha dichiarato che non è abituato a licenziare i suoi dipendenti e per questo non manderà via Mazzarri. Un altro, al suo posto, probabilmente avrebbe già esonerato il tecnico. Tutte le società pensano di avere delle squadre fenomeno e vogliono vincere, quando poi invece alla fine sono solo due o tre che vincono. Comunque dipende tutto dai Presidenti, alcuni sono fuori di testa. Magari programmano male, sono consigliati male, magari da gente che pensa solo ai propri interessi, e poi pretendono di vincere. Sì, ma per fare bene c’è bisogno di programmare; se si decide di dare fiducia a un allenatore, bisogna continuare su quella strada. Anche perché sono pochi gli allenatori che subentrano e cambiano veramente le cose, anzi nella maggior parte dei casi la società torna sui propri passi e richiama il vecchio tecnico”.

Quest’anno in serie B Palermo e Pescara sembrano aver azzeccato il cambio in panchina. E’ d’accordo?

“Certo, magari se a Palermo fosse rimasto Gattuso non avrebbero fatto tanto bene, ma bisogna considerare che all’inizio ci vuole un po’ di tempo per creare il gruppo e fare risultato”.

Tornando alla classifica, come vede la lotta per la salvezza?

“C’è il Cittadella, che ha sempre navigato in B, a volte facendo bene, altre volte meno, ma che è riuscita sempre a salvarsi alla fine. Poi c’è il Padova, da cui ci si aspettava di più, così come dalla Reggina, che anche l’anno scorso avrebbe dovuto essere protagonista, ma non riesce a programmare. Se i presidenti non investono, faranno sempre fatica, perché il campionato di serie B è molto lungo”. 

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