ESCLUSIVA TB - Cittadella, Maah: "Sono rimasto tifoso del Bari"
La legge dell’ex colpisce sempre con inesorabile puntualità. Stavolta avvolge il San Nicola di Bari, seducendo Robert Maah (26) del Cittadella, che ricaccia in gola l’urlo di vittoria dei tifosi locali.
In ESCLUSIVA per TB le emozioni dell’attaccante francese, autore del definitivo 2-2 contro i colori che vestì per 11 volte nel 2005/2006.
Robert, che emozione hai provato nel segnare a Bari da ex?
“Una grandissima emozione, perché Bari è la squadra che più mi è entrata nel cuore. I mesi trascorsi qui mi sono sembrati dieci anni. Un’emozione fortissima”.
Che ricordo hai del periodo di militanza col Galletto?
“Un fantastico ricordo. Ho amici, gente che non vedo da anni che mi abbraccia come fosse ieri. I tifosi, lo stadio, mi piace tutto e tanto”.
Sei rimasto tifoso quindi.
“Certo, ho sempre seguito il Bari. Difficile che uno venga qui e poi che smetta di seguirlo una volta andato via. In A vedevo lo stadio pieno e pensavo che fosse una cosa devastante. Il San Nicola pieno fa paura. Adesso sono tornati in basso, spero che ritornino ad alti livelli. Lo spero per la gente, ne ha bisogno. Sono rimasto tifoso del Bari, per forza. Il rapporto con i tifosi era speciale. Mi avevano preso come un fratellino. Qualche fischio? Non ho sentito ma comunque ci starebbe, ed eventualmente credo fosse più di nervosismo per il pareggio in casa. La Nord è e sarà sempre nel mio cuore, anche se ho segnato lì sotto con lo scavetto”.
Cucchiaio rifilato al tuo amico Lamanna (22).
“L’ho conosciuto a Como, ci siamo visti un bel po’ di volte. L’ho purgato anche l’anno scorso in Prima Divisione, sono abituato (ride)”.
Emozioni a parte, come giudichi il Bari affrontato stasera?
“Non hanno dimostrato di essere più forti di noi. Non ci hanno messo sotto col gioco. Il pari forse ci va addirittura stretto. Il Bari stasera ne è uscito bene per quello che ha fatto vedere”.
Dal punto di vista individuale, cosa chiedi al prosieguo di stagione?
“Cittadella è una società seria, spero di raggiungere la salvezza in fretta senza soffrire troppo, per poi toglierci belle soddisfazioni come quelle di stasera. Il calcio è divertimento”.
A Cittadella sembri aver raggiunto la maturità, dopo anni da girovago: cos’hai trovato in Veneto che invece ti mancava in Puglia?
“Sono andato via troppo in fretta da Bari. Anzi, mi hanno fatto andare troppo preso. Sarei potuto rimanere. Il destino è così, ho fatto altre esperienze belle, anche se tornare a Bari è sempre speciale. Mi mancava un po’ di maturità, ma io avrei voluto maturare qui. Comunque ho fatto bene altrove, va bene così”.


