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ESCLUSIVA TB - Benarrivo: “Padova, troppi cambi, ma la squadra è da B. Contestazioni un cancro, i tifosi rispettino il Presidente”

ESCLUSIVA TB - Benarrivo: “Padova, troppi cambi, ma la squadra è da B. Contestazioni un cancro, i tifosi rispettino il Presidente” TuttoB.com
autore
Francesca Simonelli
mercoledì 26 marzo 2014, 13:00ESCLUSIVE TB

Quello tra Juve Stabia e Padova è una pari che non serve a nessuno. Le due compagini, più impelagate che mai nella lotta per non retrocedere, stanno vivendo una stagione pesantemente negativa. Ma mentre a Castellammare di Stabia la gente è ancora dalla parte della squadra e della società, come si evince dalla scelta di qualche settimana fa del presidente Manniello di seguire la partita dalla curva insieme ai propri tifosi, a Padova si respira un’aria decisamente più pesante, con continue contestazioni nei confronti di patron Penocchio. Ne abbiamo parlato in esclusiva con Antonio Benarrivo, ex difensore di Parma e per due stagione del Padova, il quale ha commentato la stagione dei veneti.

“Il Padova sta vivendo una stagione certamente non esaltante. Del resto, cambiare tanti allenatori non è mai una cosa positiva e si va sempre a finire male. Io spero che adesso interrompano la serie negativa per cercare di fare quei punti che consentano alla squadra di Serena di raggiungere almeno la salvezza, che oggi è l’obiettivo primario. Però credo che la vittoria ottenuta lo scorso 15 marzo a Varese sia un punto da cui ripartire. Vincere 3-0 su un campo difficile come quello di Varese non è da tutti. Io spero dunque che quella partita possa dare al gruppo le motivazioni giuste e la consapevolezza di non essere una squadra da Lega Pro, bensì da serie B”.

Cosa pensa delle contestazioni contro il presidente Penocchio, culminate addirittura con il lancio di una bomba carta contro il pullman della squadra?

“Purtroppo questo fa parte del gioco. Chi fa parte dell’ambiente sa che purtroppo, e lo sottolineo, deve mettere in conto anche episodi come questo. La storia insegna che qui in Italia è difficile debellare un simile cancro, come invece hanno fatto in Inghilterra con gli Hooligans. Nel nostro Paese non si riesce ad avere neanche un campo senza recinsioni, figuriamoci il resto. E’ una cultura che ci portiamo dietro nella storia, e mai nessuno, mi riferisco ai politici, è riuscito ad intervenire. Io mi auguro che in futuro possa cambiare qualcosa, anche perché non va dimenticato che il Presidente è colui che con i suoi soldi mantiene vivo il progetto, quindi i tifosi devono comportarsi con maggiore rispetto”.

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