ESCLUSIVA TB - Antonio Gozzi (pres. Entella): "Promozione in B frutto di sei anni di lavoro. Faremo qualche acquisto ma il nucleo principale rimarrà"
Nella prossima stagione, per la prima volta nella sua storia, farà parte del campionato cadetto la Virtus Entella, autrice di un ottimo campionato di Lega pro-Prima Divisione.
Ai microfoni di Tuttob.com ha parlato in esclusiva il presidente della squadra di Chiavari, Antonio Gozzi, analizzando questa avventura culminata con la promozione in serie B.
Presidente Gozzi, qual è stato il lavoro dietro questa storica promozione?
“E’ il frutto di oltre 6 anni di lavoro, da quando presi le redini della società che all’epoca militava in Eccellenza. Nella sua storia l’Entella militò in C e in C1 in due periodi diversi: anni ’60 e poi anni ’80. E’ una società che ha compiuto 100 anni proprio in questa stagione e direi che li abbiamo festeggiati nel migliore dei modi. All’inizio degli anni 2000 il club era fallito, poi nel 2007 io ero vicepresidente, pina causa delle dimissioni del presidente mi trovai alla guida della squadra, dopo aver svolto il mio incarico nel settore giovanile. Sono molto legato ai giovani per questo, perché ho lavorato molti anno a contatto con loro e come ogni papà seguivo mio figlio”.
Merito anche delle persone che lavorano con lei, con chi divide questa gioia oltre ai giocatori?
“Gli altri protagonisti sono il direttore generale Matteo Matteazzi e il direttore sportivo Matteo Superbi, che hanno condiviso con me questi anni di lavoro. L’anno scorso riuscimmo ad agguantare i playoff persi poi contro il Lecce, mentre quest’anno abbiamo dominato dall’inizio. Abbiamo attraversato un momento di affaticamento, ma poi a Cremona siamo riusciti a chiudere alla grande”.
Quali saranno ora gli innesti per la serie B?
“L’obiettivo sarà quello di mantenere la categoria, ho visto alcune partite di serie B e devo dire che il gioco espresso mi ha impressionato, anch’io come molti appassionati e addetti ai lavori ho notato un livellamento generale tra i due campionati. Il nostro nucleo duro rimarrà, composto da giocatori che sono con noi fin dai tempi della serie D, e continueremo a puntare sui giovani come già fatto per Zampano (ora alla Juve Stabia) e De Col (Lanciano), poi cercheremo di fare qualche inserimento nuovo”.
C’è stato un momento in cui ha temuto di non farcela?
“Ci sono state due partite in cui pensavamo di avercela già fatta: la vittoria contro il Venezia per 2 a 0 a gennaio (la partita più importante, vinta con grande cattiveria agonistica) poi però la domenica dopo la sconfitta subita contro il Lumezzane per 5 a 0 ci ha riportato con i piedi per terra; la seconda volta invece è stata la vittoria del centenario contro la Reggiana, seguita dalla sconfitta contro il San marino, in entrambe le occasioni pensavo di avercela fatta, poi le seguenti sconfitte mi hanno fatto capire che nel calcio non sono concessi cali di concentrazione. Dopo la vittoria contro la Cremonese finalmente abbiamo festeggiato”.


