Menu Primo pianoCalciomercatoIntervisteEsclusive TBCalendari
Eventi LiveMobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie B arezzoascoliavellinobeneventocarraresecatanzarocesenacremoneseempolihellas veronajuve stabiamantovamodenapadovapalermopisasampdoriasudtirolvicenzavirtus entella
TMW Scommesse

ESCLUSIVA TB - Antonio Filippini: “Brescia, troppi cambi: il progetto dov’è? Bene il Palermo, ma la mia B era un’altra cosa”

ESCLUSIVA TB - Antonio Filippini: “Brescia, troppi cambi: il progetto dov’è? Bene il Palermo, ma la mia B era un’altra cosa” TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Francesca Simonelli
martedì 25 marzo 2014, 00:00ESCLUSIVE TB

La redazione di TuttoB.com ha contattato in esclusiva Antonio Filippini, ex centrocampista del Brescia, nonché protagonista, insieme al gemello Emanuele, della promozione del Palermo in serie A nel 2004, e attuale allenatore nel settore giovanile del FeralpiSalò.

Mister, come giudica l’andamento del campionato di serie B?

“E’ un campionato molto equilibrato, in cui, escluse Palermo ed Empoli che stanno facendo tutto secondo i pronostici, ci sono altre squadre che a sorpresa stanno ottenendo grandi risultati”.

Oltre a Palermo ed Empoli, quale squadra vede favorita per la promozione in serie A?

“Vedo bene l’Avellino, che ha un seguito di circa quindicimila spettatori ad ogni partita, quindi immagino che in caso di Play-off sarebbe supportato alla grande dal pubblico. Inoltre è una squadra forte, che fa tanti gol, quindi la vedo molto bene in chiave promozione”.

Lei è stato tra i protagonisti della promozione del Palermo nel 2004. Che differenza c’è tra il suo Palermo e quello di oggi?

“Il Palermo di quest’anno è una squadra molto forte, che segna tanto e con giocatori di grande qualità. A livello di squadra non c’è grande differenza tra il mio Palermo e questo, quello che è cambiato sono gli avversari. Quando giocavo io, in serie B c’erano squadre come la Fiorentina, il Livorno, il Cagliari, l’Atalanta, con organici più forti, e giocatori del calibro di Zola, Suazo, Lucarelli, Protti. Quest’anno, al contrario, il livello del campionato è molto inferiore”.

La serie B di oggi non è più composta dalle grandi società di una volta, anzi al contrario si è assistito all’affermazione di club non particolarmente blasonati. Secondo lei perché?

“Il calcio oggi si è impoverito, per cui non si afferma chi spende di più, ma chi riesce a trovare i giovani giusti. Il Lanciano è un esempio di questo concetto, perché ha una squadra giovane e competitiva, con un allenatore altrettanto giovane. Adesso funziona così, chi fa il miglior lavoro di selezione di giovani, può puntare al vertice”.

Quali sono i giovani che l’hanno colpita particolarmente?

“In serie B ce ne sono diversi. Uno che mi piace molto è Paghera del Lanciano, che è stato scartato dal Brescia, ma sta facendo una grande figura in mezzo al campo con gli abruzzesi. Poi ci sono squadre come l’Avellino, che non hanno giocatori di grande qualità, ma hanno basato la propria forza su un ottimo gruppo”.

A proposito del Brescia, che effetto le fa vedere la sua ex squadra navigare in acque tanto difficili?

“Mi dispiace molto, perché comunque il Brescia è partito per vincere il campionato, e vederlo a 3 punti dalla zona retrocessione, fuori anche dalla lotta per i Play-off, è triste e fa anche paura, perché è difficile riprendersi quando si parte con un obiettivo e ci si ritrova a lottare per un altro. Il problema del Brescia è che ha cambiato spesso e volentieri allenatore, Iaconi è il quarto. Questo significa che non c’è stato un progetto”.

 

Altre notizie Esclusive TB