Crotone, Pettinari no. Così proprio no
In Crotone-Empoli, quattordicesima giornata del campionato di Serie B, si è verificato un episodio poco simpatico verso il finale di gara, sul punteggio di 3-2 in favore dei padroni di casa. L’Empoli è in possesso di palla con Moro dentro il cerchio di centrocampo senza che nessun avversario lo ostacoli e lo pressi; ad un tratto il capitano si ferma, si tocca dietro la coscia ed inizia a zoppicare. Ovviamente lascia il possesso del pallone e, contestualmente, anche i compagni si fermano. Cosa succede a questo punto?
Succede che Pettinari, calciatore avversario da poco entrato sul terreno di gioco, prende il pallone e parte verso l’area di rigore concludendo sul fondo. Ne consegue un parapiglia comprensibile che porta ad un cartellino giallo per Saponara e tanta, tanta rabbia e nervosismo. Comprensibile, giustificato. Non oso pensare cosa sarebbe potuto succedere se quel tiro fosse finito in rete. Da non credere come Pettinari possa aver fatto una cosa del genere in quel contesto. Non stiamo parlando di uno scontro fortuito in cui un giocatore può rimanere a terra a seguito di questo scontro.
Questa situazione è diversa, c’è un giocatore che, da solo, si procura una fitta, un problema muscolare ed è costretto a fermarsi. Avventarsi sul pallone e scappare verso la porta per provare a far gol è un gesto talmente antisportivo che dovrebbe far provare soltanto vergogna. Si parla tanto di etica, di rispetto, di fair play e certi episodi non sono il migliore spot per dare l’esempio. In tanti anni non mi era mai capitato di assistere ad una cosa del genere, in maniera così meschina.
Pettinari è giovane, è un ’92, peraltro fresco di ammenda da parte del Giudice Sportivo reo, sabato scorso a La Spezia, di aver simulato un contatto falloso in area di rigore, altro gesto antisportivo. Qualcuno insegni al giovanotto i valori di questo sport, è ancora in tempo per impararli a dovere.


